
MISTICO HAPPEL JUVENTUS MINKIA CLUB
Il blog del tifo juventino mistico happelliano
... Guida cosmica per juventini vagabondi ...
qui la mischia è ordinata ...qui si tengono le castagne, la sopressa de casada, il lardo ed il vino buono
... contiene espressioni di superbia, arroganza, vi sono le parolacce e le donnine no perchè se le vede la moglie...
... il calcio per il resto è sempre lo stesso ...
22 koglioni in mutande che corrono dietro ad un pallone del kazzo ...
venerdì 30 ottobre 2009
Brian Clough - VI parte - by SM

Juventus - Napoli
XI giornata by SS

poi faccio i complimenti al BOLOGNA di FRANCO COLOMBA................lo avevo detto a FRANCO...........ADAILTON garantisce gol anche da calcio piazzato........2 pali su punizione e 1 gol da palla in movimento....come AVEVO PREVISTO..il gol di OSVALDO..............
SERSE COSMI....2 partite......6 punti........0 gol subiti....rispetto ai due ZOMBIE precedenti........SERSE COSMI sta facendo bene.................
Il Catania ha giocato troppo scoperta...contro un CHIEVO abile sul gioco di rimessa......vittoria meritata........
Il BARI a rifiatato a PARMA.........la peggior partita del BARI in questa stagione...e FISIOLOGICO......

poi le comiche a SAN SIRO........comiche nel senso che ho visto una partita infarcita di ERRORI..............immaginatevi NEREO ROCCO a guardare INTER-PALERMO di ieri sera............poteva domandare chi tra le due squadre era la PROVINCIALE......la cosiddetta squadra dei POVERI......che affrontava la squadra dei RICCHI...........nel calcio una squadra definita PROVINCIALE....e COLEI che rappresenta la parte debole del calcio......................ehehehe........ROCCO che fa la domanda..............””SENZASENSO risponde”””Secondo lei chi tra le due le sembra la provinciale?”””NEREO ROCCO risponderebbe””””””Quella a strisce nero e azzurre””” SENZASENSO gli dice””””e NO........signor ROCCO......la provinciale e quella color ROSA FIGHETTA.......”””IMMAGINATEVI la faccia di ROCCO di fronte alla comicità della partita di IERI...............l'INTER squadra da 500 milioni l'anno d'ingaggio con il proprio presidente che di fronte al mantenimento degli stipendi dei propri dipendenti in mutande e calzettoni......scrive un assegno di 150 milioni di EURI...per portare il bilancio in PARI..............il MONTE INGAGGI che rispetto allo scorso anno e aumentato del 25%.............il buon MORATTI diceva che doveva assolutamente ripianare nel giro di 3 anni.........ma non lo ha ancora capito..che il prossimo anno l'ASSEGNO SARà ancora più grande.......perchè dovrà sempre più più rinforzare la squadra.........perchè e un gatto che si morde la coda............COMUNQUE..........dicevamo che la squadra con 500 milioni di EURI d'ingaggio.....gioca in casa PROPRIA..contro la squadra con 30 milioni di euri d'ingaggio................e cosa fa?...........parte a fare la PROVINCIALE...nel senso chiusa in difesa.....protetta e mai a scoprirsi(PAURA)........e gioca in casa in DIFESA e CONTROPIEDE.........e la provincialetta PALERMO che fa la grande squadra......IMPONE GIOCO........DIFESA ALTA....TENTATIVI di FUORIGIOCO........esordienti(MELINTE)......messi sulla sinistra...con piede da usare destro.......l'INTER che fa ??????? fa la squadra piccola e poverella..........sta in difesa e gioca di contropiede...sfruttando gli ERRORI degli altri...........la differenza tra JUVENTUS-SAMPDORIA e INTER-PALERMO........?????....che la JUVENTUS dal 1° minuto ha imposto il gioco..giocando d'attacco subito...difesa alta.....e mettendo la SAMPDORIA dentro la sua AREA...............in INTER-PALERMO a SAN SIRO................il PALERMO ha messo dentro la sua area interista..l'INTER...................l'INTER gioca come un BARI.....un PARMA......un GALLIPOLI........un ANCONA..........infatti l'INTER non deve mai passare in svantaggio...perchè se passa in svantaggio sono AZZI AMARI...tipo INTER-DYNAMO KIEV........stesso discorso....INTER ingaggi da 500 milioni....DYNAMO KIEV ingaggi da 30 milioni.......giocatori presi all'oratorio...oppure dei chirichetti nella chiesa ortodossa di KIEV......che vengono a SAN SIRO e danno lezione di calcio.......contro un INTER che pensa solo a difendersi e aspetta l'ERRORE AMICO..........INTER-PALERMO e stata guidata da un arbitro che sullo 0-0 ha dato il rigore alquanto DUBBIO........proprio per l'INTER..................un RIGORE DUBBIO perchè BALOTELLI da fermo............cerca il rigore...lo cerca il rigore........era rigore netto se era un sandwich in corsa.........................dall'altra parte sul 1-0 per l'INTER....c'era un rigore a favore di KJAER....l'arbitro se ne sarebbe guardato dal darlo.........se il FALLO su KJAER era sullo 2-0.....l'arbitro dava il rigore al PALERMO....come e accaduto al CATANIA........del resto lo avevo detto........................COSA AVEVO DETTO NELLE 48 ORE prima di INTER-PALERMO?...................sono un indovino?.....era prevedibile che l'arbitro al minimo DUBBIO in area di rigore nel PALERMO avrebbe dato il rigore........................ehehhehehe immaginatevi se senzasenso fosse stato allenatore del PALERMO..........avrebbe già detto 48 ore prima della partita in un sala stampa...che l'arbitro a SAN SIRO avrebbe dato un rigore....al minimo tocco......e accaduto al minuto 10°.....subito appena iniziata la partita...per portare l'INTER sul tipo di partita ideale.......CONTROPIEDE e SPERARE sull'errore dell'avversario........................MERAVIGLIOSA la mimica del DROGATO di MOURINHO.........12 milioni l'anno d'ingaggio......per far giocare una squadra da CANE e soprattutto essere un GANZO della mimica........L'immagine del gioco dell'INTER con al fianco la mimica della peretta di MOURINHO e la fotografia della decadenza del calcio italiano............

JUVENTUS-NAPOLI..............................2-1...................Secondo me la Juventus deve fare un ampio turnover per non andare con la bombola d'ossigeno scarica contro il MACCABI in ISRAELE .........in questa gara potrebbero esserci polemiche arbitrali........fino a oggi.......Juventus e Napoli hanno avuto arbitri PRO e CONTRO....nel senso.......arbitraggi normali..........
giovedì 29 ottobre 2009
Brian Clough - V parte - by SM

mercoledì 28 ottobre 2009
AVANT-AVANGUARDIA MADDALONIANA: FINALMENTE UNA RONDINE
5 minuti prima del gol del camo... finalmente si è giocato a calcio.
il segreto della prestazione? tutti in 50 metri attorno alla metà campo.
di fatto un 2 7 1 in fase di attacco, con l'uno che arretra spesso, si sono spesso formate due linee, un centrocampo foltissimo con i piedi buoni di diego, giovi e camo, e la sponda costante, impressionante di amauri, stasera in versione bobo vieri all'apice della carriera, o in stile boksic ma che fa anche gol.
4 7 0 in fase difensiva, due linee vicinissime, e il 4 4 2 della samp è scomparso.
infatti stasera il vero regista, almeno su due gol è stato chiellini, il suo se lo è procurato dall'inizio alla fine, il secondo gol di amauri è nato da una sua apertura per grigera all'ala destra, tocco verso il centro a camo in posizione di mezz'ala cross per amauri che si avvita alla bierhof e bel gol.
l'azione più bella un po' stile arsenal è però quella del gol di camoranesi, accompagnata da 6 decimi della squadra.
...finalmente una rondine... e bella grossa... attendiamo prestamente tutte le altre e infine la primavera...
JUVENTUS - SAMPDORIA
Brian Clough - IV parte - by SM

martedì 27 ottobre 2009
SIAM TUTTI FIGLI DI BEARZOT
La giacca del Vecio
di Giulio Giusti
La giacca è perfetta e il prezzo appetibile (tempo di saldi) ma soprattutto è uguale a quella che indossava Bearzot nell’estate del 1982: una millerighe, bianche e blu, in cotone. La sentenza dello specchio, però, è inappellabile: per portare, senza cadere nel ridicolo, un capo del genere la mia pancia è fuoriluogo.
Lascio, non senza rimpianto, la giacca nel negozio e ripenso all’eleganza con cui se la metteva Bearzot, che, solitamente, non l’indossava ma se l’appoggiava sulle spalle.
Potrà sembrare strano, ma il ricordo più bello che conservo di Bearzot, al di là delle partite memorabili, del trionfo dell’82 e del calcio meraviglioso espresso dall’Italia nel ‘78, è l’eleganza che trasmetteva ogni suo gesto. Un’eleganza a cui faceva da contraltare l’involgarimento del giornalismo sportivo nazionale. Gli anni d’oro del lungo ciclo del tecnico friulano sulla panchina della nazionale coincidono, infatti, con l’inizio di un nuovo tipo di informazione, soprattutto televisiva. Iniziò, in quel periodo, un processo involutivo del giornalismo che non si sarebbe più arrestato e che avrebbe portato alla spazzatura che strabocca oggi dai nostri schermi. Il tutto iniziò a manifestarsi allora. Quelle che un tempo sembravano solo presenze buffe e assurde, dei personaggi trash di cui ridere tra amici, diventarono, col tempo, sempre più invadenti. In quel periodo, apparivano innocue perché si poteva gustare il meglio della “Domenica Sportiva” dove, negli anni, si alternavano Gianni Brera, Beppe Viola, Gualtiero Zanetti e Sandro Ciotti.
La “Domenica Sportiva” era la regina indiscussa della programmazione sportiva, al cui confronto il “Processo del Lunedì”, che aveva iniziato da poco ad invadere lo schermo, sembrava un’innocua trasposizione del bar dello sport con i suoi vocianti e beceri guitti, il cui bersaglio preferito era proprio Bearzot. L’attacco al vecio, però, si estese anche alla carta stampata che prima del mondiale di Spagna crocifisse l’allenatore degli azzurri.
Bearzot è stato sicuramente il tecnico più criticato dalla stampa, televisiva e non. Spesso, però, non si trattava di semplici attacchi al sistema di gioco o alla scelta degli uomini, ma di vere e proprie offese personali, che colpivano, nell’intimo, una delle persone più pulite che il nostro sport abbia mai avuto.
A questa colata di volgarità, il vecio ha sempre risposto mantenendo inalterato il suo stile e facendo emergere la sua eleganza. Proprio per questo gli ho voluto e continuo a volergli così bene. Le sue vittorie, inoltre, hanno rappresentato, per tutti quelli che credono che lo sport debba trasmettere ed insegnare certi valori, il trionfo dell’uomo giusto. Il mondiale del 1982 esemplifica magnificamente tutto questo, perché oltre a Bearzot ha portato al successo un gruppo legato ai valori in cui credeva il tecnico. Molti dei protagonisti di quella squadra avevano subito, come il mister, critiche pesanti ed ingiuste: Zoff era ritenuto finito dal mondiale precedente, Scirea era considerato inferiore a Franco Baresi, Rossi, per i più, doveva rimanere a casa e Antognoni era osteggiato, da anni, da un certo tipo di stampa.
Il successo, clamoroso, inaspettato e bellissimo, esaltò la nazione ma non placò il livore contro il vecio. I suoi detrattori salirono sul carro dei vincitori nell’immediatezza del trionfo ma, in seguito, diventarono ancora più critici. Il “Processo del lunedì” con i suoi saltimbanchi, che alcuni consideravano solo un teatrino, iniziò a rappresentare l’opinione comune in tv ed acquistò un potere enorme accelerando il processo di biscardizzazione della tv. Inoltre, poco dopo la fine dei mondiali, nell’ottobre del 1982, il giornalismo sportivo perse tragicamente uno dei suoi più grandi interpreti: Beppe Viola. Un segno terribile. Mentre il migliore se ne andava, il peggiore saliva sul trono: dal 1983, Biscardi prendeva stabilmente il timone del processo. Da lì in poi, l’offensiva contro l’allenatore friulano sarebbe cresciuta in modo esponenziale.
Per il Vecio sarebbe stato semplice evitare questa gogna: dimettersi dopo la vittoria del mondiale e ritirarsi da trionfatore. Facile, troppo facile per uno come lui, che decise di proseguire il cammino con la nazionale, ignorando quello che gli consigliavano da più parti.
Italo Allodi, durante il supercorso per allenatori di Coverciano, raccomandava vivamente ai suoi allievi di abbandonare la squadra dove si era conseguita una grande vittoria e, soprattutto, di non tornarci più perché è quasi impossibile ripetersi.
Bearzot non faceva calcoli di questo genere. Il Vecio credevo ancora ad un contratto firmato ed al rispetto verso una nazione e al gruppo che lui stesso aveva creato, cresciuto come una famiglia e difeso da tutto e da tutti.
Arrivò, inevitabile, la fine di un ciclo ai mondiali di Messico 1986.
I suoi nemici, sempre più numerosi e vigliacchi, l’aspettarono al varco per infamarlo. Mi ricordo ancora la puntata speciale del “Processo del lunedì” dopo la sconfitta dell’Italia con la Francia per 2 a 0 (durante il torneo il programma si chiamava “Processo ai mondiali”). In quell’occasione, i cortigiani di Biscardi erano schierata al gran completo, visibilmente contenti perchè l’eliminazione degli azzurri li avrebbe permesso di insultare il mister. Sarebbe stata l’ultima volta, perché Bearzot, dopo la partita contro i transalpini, salutò tutti, ringraziò i suoi ragazzi, i tifosi e si ritirò.
Fece il tutto con la consueta eleganza, perché chi è grande lo è soprattutto nella sconfitta.
Grazie, Vecio, e buon compleanno.
lunedì 26 ottobre 2009
Brian Cloug: - III parte - by SM

Editoriale del Lunedì: Culattoni Raccomandati
domenica 25 ottobre 2009
E' PARTITA LA FANTASTICA RINCORSA - VECCHIA GUARDIA? NUOVA GUARDIA? NO: AVANGUARDIA

Cinica, spietata, legione di campioni che vincono senza scomodarsi.
Alla fine della partita hanno dovuto abbracciarsi per farsi caldo, al rientro dagli spogliatoi si sono tolti la maglia e l'hanno riconsegnata al magazziniere intonsa, per la ripiegatura senza stiratura e la messa in scaffale.
Basta un colpo di testa alla piastra di Amauri, pettinatura studiata per dare nuovi ed inattesi effetti al colpo di testa, per stendere il povero Siena, imbottito di ex-speranze bianconere, le uniche a farsi valere, e volenterosi ma grigi interpreti del giuoco calcio.
Un plauso a Ferrara, che ha saputo dare un gioco assolutamente avanguardistico a questa squadra, quel fingere di muoversi per far muovere gli avversari, quel fare e non fare, insieme delicatissimo di mezzi movimenti ed emozionanti scoperture del campo, che solo un post-avanguardista del neorealismo sacchiantrapattoniano avrebbe potuto mettere in scena.
E dietro a Ciro, la sapiente mano di Maddaloni, vero e proprio regista di una messa in scena sublime, una poesia alla Aldo Palazzeschi, per pochi, e neanche per tutti.
Non vi piace questa Juve del modernsimo e delle neoavanguardie? Cazzi vostri.
sabato 24 ottobre 2009
venerdì 23 ottobre 2009
Brian Cloug: 2^ parte (by SM)

E’ il giorno di Santo Stefano del 1962.
Gli inglesi lo chiamano “Boxing Day” perché è tradizione in quel giorno scambiarsi i pacchi natalizi, purtroppo in quello di Brian c’è una brutta sorpresa : un terribile scontro col portiere del Bury mette fine alla sua carriera nella quale, giocando nel Middlesbrough e nel Sunderland, ha messo a segno 251 reti in 274 partite.
I due si intendono a meraviglia.
In quattro anni di quarta divisione costruiscono una squadra pronta per la promozione che arriverà quando entrambi saranno già passati al Derby County.
Proprio a Derby, davanti alle anguste tribune di legno del "Baseball Ground", Brian Clough mette i primi mattoni nella costruzione del suo mito.
Il Derby County è una squadra decisamente di “secondo piano” anche nella Seconda Divisione inglese dove vivacchia a metà classifica, ma Clough quando arriva, dà uno scossone all'ambiente.
Il suo calcio è quello tipicamente inglese, ma con qualche sostanziale modifica, come la ricerca ossessiva del gioco a terra :- “Se Dio avesse voluto che giocassimo a calcio fra le nuvole”- è solito dire- “avrebbe messo l’erba lassù”.
I suoi campioni si chiamano Archie Gemmil, uno scozzese tarchiato e mai morto, Kevin Hector un bomber di recupero, il centravanti gallese Walter Davies, un lottatore senza paura, ma soprattutto la sua squadra ha grandi qualità in difesa, con la giovanissima coppia centrale Mc Farland - Todd , scoperta da lui e strappata alla concorrenza convincendo la dirigenza del Derby a polverizzare i record di spesa della società per l’acquisto di un calciatore, e nell'estroso attaccante Alan Hinton, un mancino alla Corso che ha il vezzo di calzare scarpe bianche.
Ai calciatori non fa sconti : pretende disciplina, obbedienza, sacrificio.
Punta molto sulla preparazione atletica, sceglie personalmente gli allenatori e, tradizionalmente, le sue squadre saranno famose per il ritmo e per dare il meglio nel finale della stagione.
Attorno alla sua figura carismatica la squadra prende corpo, tratta personalmente l’acquisto dei giocatori, sia giovani che affermati, l’unico parere di cui tiene conto è quello di Peter Taylor, ma l’ultima parola, quella definitiva, è sempre e solo la sua; inevitabile che spesso vi siano attriti con il “board” del Derby County, in particolare con Sam Longson.
La squadra risponde agli stimoli anche se le polemiche non mancano certo e dopo un avvio faticoso arriva la promozione al massimo campionato.
Il Derby County è una squadra "tignosa" come il suo allenatore, ma è anche una squadra capace di interpretare al meglio le caratteristiche tipiche del calcio inglese e scozzese fatto di velocità, aggressività, ritmo, alle quali Brian Clough, senza snaturarle, riesce ad associare anche un certo ordine tattico.
I bianchi di Derby diventano la rivelazione del calcio inglese e scalano la classifica della Prima Divisione giocando un calcio che li rende spesso imprevedibili.
Al "Baseball Ground", davanti ad un massimo di ventimila spettatori, riescono ad intimidire qualunque avversario, il loro ritmo travolge, stordisce, la loro disposizione tattica disorienta.
Nella prima stagione i “Rams” strabiliano raggiungendo il quarto posto, l’anno dopo finiscono noni, ma ormai, dopo anni di anonimato, il Derby County torna a lottare per il titolo che centra al terzo tentativo.
La stagione campionato 1971-72 è forse la più combattuta della storia del calcio inglese ed il Derby County si laurea sorprendentemente campione in una stagione nella quale fioccano le polemiche cui contribuisce non poco la lingua di Brian Clough.
A parità di punti risulterebbe decisivo il quoziente reti, largamente favorevole al Leeds che quindi, anche solo pareggiando al “Molineux Ground” contro il Wolverampthon, si laureerebbe Campione d’Inghilterra.
Come se non bastasse il fatto che i “Wolves” non hanno nulla da chiedere al Campionato, la sfida di recupero è situata fra le due finali di Coppa UEFA che vedono il Wolverampthon opposto al Tottenham.
E’ l’8 maggio 1972 quando al Molineux scende in campo il Leeds che due giorni prima ha vinto la Coppa d’Inghilterra superando in finale l’Arsenal.
Nel frattempo Cloughè in vacanza ed i calciatori del Derby County sono in tournée in Spagna. affidati alle cure di Peter Taylor , nessuno infatti pensa che il titolo possa sfuggire ai bianchi di Don Revie.
Invece accade l’incredibile : in una partita passata alla storia anche per alcune decisioni arbitrali almeno discutibili il Leeds perde la partita per 2-1 ed il Campionato per un solo punto !
I calciatori del Derby apprendono la notizia a Maiorca e Clough avrebbe più tardi dichiarato di non averci creduto fino a che non sfogliò i giornali del giorno dopo.
Bobby Charlton, il prestigioso calciatore del Manchester United ormai a fine carriera, commentando la partita per la BBC dichiara senza dubbi :- “Il Leeds realizzerà il ‘double’.Non c’è modo che i Wolves possano fermarlo.”-
Questa dichiarazione pungola a tal punto l’orgoglio dei calciatori del Wolverampthon da far loro trovare le motivazioni e la carica per battere il Leeds.
Così, forse grazie anche alla poco diplomatica uscita di Sir Bobby Charlton, i “Rams” possono festeggiare il loro primo titolo in 88 anni di storia.
E’ un trionfo che supera ogni immaginazione, ma Clough è scatenato e vuole di più, la sua ambizione lo porta a pretendere subito il trionfo europeo.
In Coppa Campioni, l’anno dopo, i "rams" raggiungono le semifinali dove incontrano la Juventus in due partite memorabili per intensità e per il vespaio di polemiche che sono destinate a sollevare e delle quali Clough è anche abile regista.
Accade che, a Torino, nella partita di andata vinta dalla Juve per 3-1 l'arbitro Schulenburg ammonisca Archie Gemmill e Mc Farland, che sono glà diffidati, e li escluda quindi dalla partita di ritorno.
A fine partita Clough è una furia .
Le sue esternazioni sono decisamente sopra le righe ed imbarazzano non poco l’UEFA e la Football Association in particolare quando afferma che :- “Dentro lo spogliatoio dell’arbitro c’erano gli italiani, prima della gara e durante l’intervallo !”-.
La dirigenza juventina non risponde alle provocazioni, ma nasce lo stesso qualche attrito nei corridoi dello spogliatoio ed all’uscita della Sala Stampa, quando un Brian Clough sempre più furibondo viene sorpreso ad urlare: “Fucking Italian bastards !” , una frase che non smentirà mai.
Non bastasse questo a fine gara Peter Taylor cerca addirittura di assalire l’arbitro, ma la polizia lo blocca, nasce un diverbio e Taylor rischia addirittura l’arresto.
In effetti il comportamento dei due manager è tutt’altro che inappuntabile e attira sui “Rams” gli strali della stampa italiana che dipinge Clough come un personaggio ai limiti della decenza.
Già questo fatto innesca parecchie polemiche attorno alla partita di ritorno, preceduta da una lunga serie di dichiarazioni bellicose che, sotto l’abile regia di Clough, servono a surriscaldare l’ambiente del “Baseball Ground”.
Il tecnico inglese sa che, specialmente dopo le assenze di Mc Farland e Gemmill, la Juventus è tecnicamente superiore e punta tutto su una gara nella quale la furia agonistica dei “rams” riesca a rovesciare la situazione.
La partita è durissima, giocata senza esclusione di colpi, con un ritmo elevatissimo ,ma il Derby County cozza contro il muro italiano fino al momento in cui si presenta la grande occasione sotto forma di un rigore che l'arbitro, il portoghese Lobo, gli concede.
Lo calcia lo specialista Hinton e lo sbaglia mandando fuori la palla assieme alle speranze deluse di finale europea.
Nel finale il nervosismo la fa da padrone, il centravanti Davies viene espulso ed il Derby County eliminato, ma qualche giorno dopo, intorno alla gara scoppia un caso clamoroso.
Trapela, infatti, la notizia che l'arbitro Lobo abbia denunciato un tentativo di "ammorbidimento" da parte di un faccendiere ungherese, un certo Szolti ,ex arbitro, legato ad Italo Allodi fin dai tempi della Grande Inter.
Brian Glanville, il celebre giornalista inglese, monta un dossier, ma alla fine la cosa non avrà seguito.
Clough, nonostante gli ottimi risultati, è profondamente deluso della situazione in cui si è venuto a trovare, infatti, dopo un paio d’anni esaltanti, attorno al club non avverte più l’entusiasmo di un tempo.
Clough, che ha creato il Derby a sua immagine e somiglianza ed ha bisogno di sentirsi “padrone”, entra all'improvviso in rotta di collisione con l'ambiente che lo circonda, e dopo l’ennesima lite furibonda con il "patron" della squadra, Sam Longson, pianta tutto su due piedi e se ne va assieme al suo collaboratore Peter Taylor.
Comincia l'unico periodo buio della sua carriera : prima allena in Terza Divisione a Brighton, poi ,afine stagione, accetta le proposte del Leeds, appena laureatosi Campione d’Inghilterra, che cerca un sostituto a Don Revie divenuto CT della Nazionale, ma lo lascia dopo solo 44 giorni di continui litigi.
Clough entra in rotta di collisione soprattutto con Billy Bremner, lo scozzese capitano del Leeds.
Il carattere difficile di entrambi complica le cose e fra i due si apre una frattura che non si sanerà mai più .
Anni dopo, a proposito di questa vicenda che ne aveva ferito l’orgoglio più di quanto il suo carattere gli consenta di ammettere, Brian Clough dichiarerà :-“Billy Bremner mi fece sentire un intruso, un clandestino ad un veglione di Capodanno.Non credo abbia mai capito quanto mi abbia fatto sentire male. Comunque se fossi rimasto fino all’aprile successivo, avessi o meno vinto qualcosa, anche Billy Bremner si sarebbe convinto che ero un manager all’altezza di Don Revie, anzi migliore.”
- to be continued -
IX giornata del Campionato Scarpari & Co. di SS




