
Il tifoso ha bisogno di emozioni forti in estate, e il giornalismo è pronto a dargliele.
Quest'anno l'alta tensione la provoca lui.
Il TOP PLAYER.
E sapete perchè?
Perchè nessun lettore sa, e nessun giornalista vuol dire, che cazzo è un top player.
Perchè il TOP PLAYER è un trucco vecchio come il cinema e come la letteratura.
Francois Truffaut: "Il Mac Guffin è il prestesto, non è così?"
Alfred Hitchcock: "E' una scappatoia, un trucco,un espediente.
"Kipling scriveva spesso dei racconti sulle Indie e sugli inglesi che lottavano contro gli indigeni lungo la frontiera dell'Afghanistan. In tutte le storie di spionaggio scritte in questa atmosfera c'era sempre il furto della pianta della fortezza. Questo era il Mac Guffin.
Mac Guffin è il nome che si da a questo tipo di azione: rubare... delle carte, rubare...dei documenti, rubare... un segreto"
"Nel mio lavoro ho sempre pensato che le 'carte' , o i 'documenti', o i 'segreti' della costruzione della fortezza debbano essere estremamente importanti per i personaggi del film, ma di nessun interesse per il narratore".
FT: "...non solo il Mac Guffin non ha bisogno di essere molto serio, ma è addirittura preferibile che sia una cosa banale e assurda..."
AH: "... il Mac Guffin non è niente. Sono convinto di questo, ma so per esperienza che è molto difficile persuaderne gli altri..."
"Il mio miglior Mac Guffin - e per migliore intendo il più vuoto, il più inesistente, il più assurdo - è quello di Intrigo Internazionale. E' un film di spionaggio, e la sola domanda posta dalla sceneggiatura è: che cosa cercano queste spie?. Ora, nella scena all'aeroporto di Chicago, l'uomo della C.I.A. spiega tutto a Cary Grant, che a sua volta gli chiede a proposito del personaggio di James Mason: "Che cosa fa?" e l'altro risponde "Diciamo che è uno che fa import - export" - "Ma cosa vende?" - "Oh, proprio dei segreti di governo!". Lei vede che qui avevamo ridotto il Mac Guffin alla sua espressione più pura: niente."
FT: "Questi film costruiti sul Mac Guffin, fanno dire ad alcuni critici: Hitchcock non ha niente da dire, e, a questo proposito credo che la sola risposta sia: "un regista non ha niente da dire, deve mostrare"...".
AH: "Esatto."
(Francois Truffaut - IL CINEMA SECONDO HITCHCOCK)
Ed è questo fa anche il giornalista sportivo, del tutto inconsciamente, è ovvio, non che il giornalista sportivo adotti volontariamente di queste raffinatezze.
Inventa un espediente: "La Juve DEVE comprare"TOP PLAYER".
Il top player è una trovata geniale, quasi come 'i segreti di governo', perchè nessuno mai potrà sapere in realtà di cosa si tratta.
E poi intorno si costruisce l'avventura, con Marotta nei panni di Cary Grant... Marotta fa questo, Marotta deve andare oltre questo ostacolo per arrivare al TOP PLAYER, Marotta deve rubare il TOP PLAYER ai concorrenti, Marotta deve viaggiare, deve incontrare, deve fare e brigare e tramare nell'ombra proprio come i personaggi dei film, e proprio come loro deve avere una spalla, per permettere al pubblico di venire a conoscenza delle informazioni chiave: Paratici.
Ecco il perchè dell'importanza dell'aiutante: in tutta la narrazione classica, o di genere, la figura della spalla serve sostanzialmente a questo, perchè si parli con il protagonista e tra i due avvengano quelle comunicazioni, prevalentemente verbali, per cui il lettore viene informato di cose che altrimenti resterebbero dentro la testa dei personaggi.
Per cui l'autore ha bisogno della spalla.
Tex ha i suoi pards,
Batman ha Robin,
Marotta ha paratici, o i giornalisti stessi.
Morale: la bontà di un giornalista si può da oggi valutare da quanto bene vi tiene sulle spine, da quanto vi fa emozionare con il suo racconto di spionaggio calcistico...
Ma dimenticatevi il TOP PLAYER, il TOP PLAYER non esiste, è una fantasia, una allucinazione di massa indotta, un po' come gli ufo ed i segreti di stato...