MISTICO HAPPEL JUVENTUS MINKIA CLUB


Il blog del tifo juventino mistico happelliano

... Guida cosmica per juventini vagabondi ...
qui la mischia è ordinata ...
qui si tengono le castagne, la sopressa de casada, il lardo ed il vino buono

... contiene espressioni di superbia,
arroganza, vi sono le parolacce e le donnine no perchè se le vede la moglie...

... il calcio per il resto è sempre lo stesso ...
22 koglioni in mutande che corrono dietro ad un pallone del kazzo ...

Se ne consiglia la visione a Juventini Superdotati ...



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martedì 3 marzo 2015

versace n'artro litro!



Mezzo pieno o mezzo vuoto? il bicchiere intendo.
Credo che Allegri direbbe al 70%, che non è male sia chiaro ma sa ancora una volta di coito interrotto.

"La Juve ha dimostrato di essere più forte della Roma per 70 minuti. 
Una realtà. 
Gli ultimi 20 però ti fanno dire ma è poi vero?"

questo è il ritornello dei media a fine partita, gli si è dato ancora qualcosina a cui aggrapparsi.
Sta di fatto che ora si è a più 10 e si può guardare con tranquillità alla Coppa Italia e alla Champions, ma vincere sarebbe stato il colpo finale sulla capoccia der Pupone e compagni in crisi d'identità.
Quindi se vogliamo proprio trovare il pelo nell'uovo di una partita perfetta per tatticismo e applicazione (per 70 minuti)  si potrebbe dire che non si può pretendere di avere una gestione altrettanto perfetta della palla quando hai gente con i piedi a zappa ed il cervello di un orango. Ecco perchè appena si cala la concentrazione si rischia.

"Non dobbiamo più commettere errori, soprattutto in partite importanti come quella di stasera"

dovrebbe diventare un mantra soprattutto nelle coppe dove ogni scoreggia diventa fondamentale quanto un ciuffo d'erba.

Godiamoci la delusione romanista e i festeggiamenti sotto la curva dei tremila che giovedì si ricomincia.

"La Roma suona il violino. La Juve la tromba."

martedì 17 febbraio 2015

Djuric Djuric di tuttu l'annu...


Questa juve è una squadra fragile, è una squadra che se pressata, se attaccata va in difficoltà. E' una squadra che nelle coperture non è una squadra tosta con questi esterni e questi centrali che non sono propriamente dei grandissimi e che non vengono adeguatamente coperti dal centrocampo.
E' una squadra a rischio. 
Se aggiungiamo che davanti non si è ancora vista questa grande fantasia e che in Italia i nostri avversari sono modesti bisogna dire che di tutto l'anno la Juve che è piaciuta di più la si è vista in Lazio-Juventus. Oltre a Napoli Juventus naturalmente, non per come si è giocato dal punto di vista offensivo in quanto un pò di fortuna ha aiutato visto che la partita poteva finire più correttamente 0 a 0 avendo tirato in porta due volte noi e zero loro, ma perchè è piaciuta la compattezza difensiva che però non si è più rivista dopo quella partita.
E' una squadra che continua a non convincere pienamente perchè anche quando si vince a Napoli purtroppo non si possono fare grossi proclami in quanto questa squadra messa così in campo pare sia una squadra fragile. E se il Dortmund è tornato in forma... 
Inoltre sembra che in campo si abbia un atteggiamento un pò murignano, ovvero si attende l'avversario per poi punirlo.Peccato che non si abbia nei nostri giocatori la classe di quelli che di solito circondano lo specialone, e proprio come quest'ultimo finchè si hanno squadre contro che cercano di fare la partita anche con il possesso palla ma lento va tutto bene perchè prima o poi li incaprettiamo in quanto abbiamo sia gli uomini per farlo sia Allegri è sempre stato bravissimo a farlo su questo schema (e lo è anche nella Juve). Ma appena si incontra qualcuno che gioca sul pressing e sulla velocità impedendoci di fare gioco, di recuperare il pallone e di lanciare noi in velocità non sappiamo più che pesci prendere. Per cui rischiamo di prenderle anche dal Cesena, e meno male che era il Cesena perchè vista la sua fragilità siamo riusciti a farne due. D'altronde il computo finale è 15 tiri contro 12 del Cesena, tanti, troppi per i romagnoli. Con l'Inter è stata la stessa cosa, corsa e pressing alto e abbiamo rischiato molto. E il Dortmund che avversario è? Ahia...

John Henry

giovedì 29 gennaio 2015

Dove eravamo rimasti?

Ci eravamo fermati al 7 a 0 con il Parma che lanciava i primi veri segnali di allerta alla propria ex dirigenza e ci ritroviamo dopo quasi tre mesi sempre con i quasi falliti ducali ed un risultato striminzito ma che permette di passare alle semifinali dell' "antisportiva" Coppa Italia (d'altronde sponsorizzata Telecom direbbe qualcuno).
In mezzo quasi tre mesi sia di prove molto convincenti con Lazio e Verona, con concessione del bis, il passaggio del turno in Champion's, la vittoria #FIUUU nel derby sia di spettacoli incolore con Inter, Fiorentina, Samp e soprattutto Dubai dove si è regalata una coppa ai neopiangina ex neomelodici.
Tutto sommato è una Juve che non delude assolutamente grazie al primato in campionato, la sfida con il Borussia all'orizzonte e con il passaggio in pianta stabile alla difesa a 4 (senza intelligentemente dimenticare da dove veniamo cit.). 
Forse l'unico dubbio che ci rimane è quello di vedere Allegri contro squadre più testanti come possono essere i tedeschi sebbene in zona B come Bundesliga.
Il mercato non gli verrà in aiuto con il trequartista, al massimo vedremo lasciarci anticipatamente il nano novello Vincenzino Esposito e tornare la purga Osvaldo.
E' un'annata interessante che avrebbe potuto rivelarsi pericolosa in un certo senso ma che ci vede ancora in corsa per tutto.
Che la voglia di vincere ci accompagni sempre.

Questo messaggio si autodistruggerà entro 5 secondi (nella peggiore delle ipotesi).

Lavavetri in pensione

giovedì 6 settembre 2012

Grazie lo stesso ...


E Del Piero vola in Australia. Sinceramente lo invidio, è un paese che mi ha sempre affascinato, secondo solo alla Nuova Zelanda. Sarà per gli ampi spazi, per la loro passione per il rugby, per una flora e fauna particolari ed uniche, per molti motivi insomma, non ultimo uno stile di vita meno stressato del nostro.
I miei sentimenti verso ADP sono contrastanti, lo ho amato forse più di tutti i gloriosi giocatori Juventini, dietro solo a Tardelli ed al bello di notte, Boniek.
Sicuramente lo ho amato più di Platini. Per certi versi, secondo me, è il giocatore che più di tutti ha impersonato la Juventinità a tutto tondo, almeno fino a pochi anni fa. Ma non voglio cadere nella polemica, anche se sarebbe giusto farla, non l'ultimo il libro scritto a quattro mani con uno dei suoi più forti aguzzini, che non cito nemmeno per totale disprezzo.
Voglio solo salutare il nostro ex capitano, con un po' di mestizia, mi sarebbe piaciuto che fosse finita in modo diverso, con lui che esce dal campo e sale in tribuna ad occupare il posto di Boniperti, quello sarebbe stato il suo ruolo, quella la giusta conclusione. Ma non è andata così, per mille motivi, e tra i mille, molti per causa sua e di un giovane presidente pasticcione ed impacciato.
Ne ho lette tante sul suo "progetto Australia", compreso assistere la conferenza stampa tenuta ieri: l'ho trovata triste, dimessa, sembrava che a quel tavolo non ci fosse il CAMPIONE JUVENTINO, ma un onesto peones che fondava un nuovo partito politico, visto che scarseggiano in Italia ...
Dopo quel famoso Chelsea-Juventus dell'era ranieriana, sono stato molto critico con Del Piero, ma devo dire che mi manca in campo, o meglio mi manca un giocatore come lui, il calciatore che fa gol impossibili, che si inventa le pennellate alla Pinturicchio, che al fallo risponde con un gol su punizione accompagnato da una linguaccia gioiosa.
Mentre guardavo la conferenza stampa lo prendevo in giro, con i minkioni della zappa, ma allo stesso tempo mi tornavano in mente i suoi gol; la sua rabbia nei momenti difficili; i suoi silenzi rumorosi; il suo star ai margini,  entrare in campo, metterla dentro e tornarsene fuori. Questo è il Del Piero che rimarrà nei miei ricordi, uno splendido fuoriclasse che non ha avuto il coraggio di smettere.
Grazie lo stesso Ale ...


mercoledì 28 marzo 2012

Non è un mondo per vecchi


Povero il cantante, che a causa del general inverno e del ritardo nella fioritura di primule e gerani, non ha potuto ornare i balconi della sua nuova casa nerazzurra ed allora il suo padrone di casa lo ha sfrattato in quattro e qua-trotto.
Il nuovo inquilino è un certo Stramaccioni, giovane e vincente, che usa la stessa barba dello special-one e si lascia crescere il gel in testa.
Le sue caratteristiche peculiari a livello si gioco sono: calci piazzati e corner. Il gioco giusto quindi per una squadra di vecchie glorie, a cui è stata tolta l'accompagnatoria da quella megera di Fornero.
Dicono che porterà nuove leve in squadra: i figli di capitan Zanetti, con cui ha condiviso gli anni dell'asilo.
Beh, possiamo tirare un sospiro di sollievo noi Juventini, di aver incontrato e bastonato l'inter del cantante e non quella del predestinato da Mourinho.

venerdì 9 settembre 2011

Altro giro, altra corsa. Venghino siore e siori.

Eccoci all'inizio, in differita, del campionato nazionale di calcio, la Serie A.
Cosa aspettarci da questa nuova messa in scena?
Una tragedia? Una commedia? O una commedia che finirà in tragedia?
E il coro greco chi lo farà?
In compenso abbiamo un nuovo anfiteatro, leggi lo Juventus Stadium (ancora per poco).
Ma gli attori saranno all'altezza del palcoscenico?
Ed avremo un bravo regista? o soltanto un capocomico?
E chi aprirà il Sipario?
E alla prima ci sarà la rivolta dei loggionisti?
Quanti dubbi, quante incertezze, quante emozioni.
E l'esercito juventino sarà composto solo da carristi?
Chi lo sa ...
Ma intanto godiamoci la prima, sperando che sia più convincente della prova generale di ieri sera, sarebbe un peccato mettere insieme un operetta da sgangherata compagnia di giro in un palcoscenico che dovrà far concorrenza alle locations inglesi, tedesche e spagnole.
E allora per chi crede non resta che il rosario, per gli atei la lettura dell'oroscopo e per i minkioni una grattatina di maroni ...
Venghino siore e siori, inizia il campionato.

giovedì 8 aprile 2010

Sarà l'anno dell'inter?



Gli indizi portano a dir di si, il delitto perfetto oramai si sta consumando. Ma guardiamo i fatti (e non parlo di Maradona e Mutu):

- l'uscita prematura della terribile armata del Moscio per mano dei mangiarane;

- i reds del Panzone che diventano viola dalla vergogna;

- gli ubriakoni di Carletto umiliati dal calcio italiano del Portoghese;

- i mocciosi di Wenger che hanno le cerbottane scariche;

- i Diavoli Rossi che si fanno infinocchiare dai mastri birrai bavaresi.

e guardiamo le armi per il delitto perfetto:

- un allenatore che guadagna più di Messi e quindi è il migliore al mondo;

- difensori che danno del tu agli stinchi degli avversari;

- il pelè bresciano con le criniere più variopinte di un leone gay;

- una società che fa della lealtà sportiva il suo credo.

Mescoliamo il tutto e vedremo che saranno loro i futuri campioni d'Europa e mi sbilancio, del Mondo.

E il Barcellona mi e vi chiederete?

Non temete sono talmente narcisi che si annegheranno nel loro mare e trionferà il calcio italiano tanto bistrattato di cui Materazzi ne è l'emblema. Per la gioia di Lippi. Che è sempre stato nerazzurro, fin dalla nascita.


- Vescovo Eretico -

venerdì 19 marzo 2010

Il Calvario.



Oggi è il 18 marzo , mancano per fortuna solo 58 giorni alla fine di questo strazio di stagione . Prima finisce questo calvario meglio è .
Nel calcio come nel lavoro ciò che semini raccogli . Nel calcio come nella vita conta azzeccare le scelte e gli uomini , la compagnia e l'educazione . Regole semplici , basilari . Si vince e si perde in 11 e quando una squadra è logora come in un azienda , si cambia . Si fa piazza pulita e si ricomincia dai giovani , perchè il futuro è oggi , il passato è passato .
A Torino chiunque prenderà in mano le redini della squadra che fu la piu' grande d'Italia avrà una gatta da pelare di non poco conto . E io che pensavo che Ranieri fosse inadatto alla panchina della Juve nonostante tenesse le redini di una macchina con le gomme quasi lisce e un motore pieno di kilometri .
Ricominciare da capo prendendo uomini di valore prima che atleti . Questa dovrà essere la parola d'ordine . Un leader in società innanzitutto e un uomo di campo di grande cultura e spessore tecnico . Col rischio di ritrovarsi Lippi ...
Povera Juve e poveri noi juventini . Se non ce la fa Perez con 250 milioni ce la potremo mai fare noi con Blanc e Secco ? Dovessi puntare su un uomo punterei su Rafa Benitez che a Liverpool ha esaurito il suo tempo . Carta bianca in campo e fuori .
La Juve non puo' restare in mano a gente pavida e incompetente . Mai più .

Bertino 72

martedì 9 febbraio 2010

Allegro ma non troppo di 1x10Em



Il Rinascimento non è il frutto di chissà quale motore intellettuale. Semplicemente i fiorentini, fino a quel periodo dediti al commercio ed all’attività di banchieri, si trovarono improvvisamente nelle condizioni di non poter più far fruttare dette attività. Infatti i crediti da esigere erano principalmente sotto forma di interessi da riscuotere verso Inghilterra e Francia, ma essendosi tali due nazioni spolpate di ogni liquidità nella famosa Guerra dei Cent’anni (che in realtà furono 116) entrambe dichiararono bancarotta e che non avrebbero pagato i loro debiti. E’ la stessa guerra che ha messo in ginocchio i fiorentini anche sul ramo del commercio. La loro abilità era infatti nella lavorazione della lana, ma essendo che anch’essa proveniva dall’isola britannica e specificatamente dalle pecore inglesi, ecco che il patatrac è fatto.
Il bisogno aguzza l’ingegno ed esorta alla flessibilità, e così data la grande disponibilità di marmo in terra toscana, ecco che comincia il Rinascimento…
Procedendo per paradossi e forzature come quella appena descritta, il primo dei due brevissimi saggi del libro di Cipolla, “Il ruolo delle spezie nelle sviluppo economico del Medioevo”, arriverà ad individuare nel pepe il motore principale che ha portato la Storia dalla caduta dell’impero romano d’Occidente fin fuori dagli anni bui del Medioevo.
Niente di più che un “divertissement”, come del resto si specifica nella prefazione del libro, con qualche leggerissima sfumatura anticlericale. Tale deve essere interpretato anche dal lettore per poterlo trovare un piacere e non disgustoso. Personalmente ho sorriso e sfogliato pagine con piacere, richiamando anche qualche passaggio storico, operazione che male non fa.
Il prologo di tutto il libro, dello stesso Cipolla, mette in guardia sulla differenza tra umorismo (ridere con gli altri, operazione brillante e virtuosa) ed ironia (ridere sugli altri, operazione quindi che può ingenerare tensioni). In questo primo racconto in verità ho però rilevato alcuni passaggi più tendenti al sarcasmo che non all’umorismo (ma non sempre la differenza è così marcata: a volte anzi è talmente sottile che in fondo, in mancanza di spiegazione dell’autore, è la sensibilità del lettore a decidere in quale delle due classi può essere catalogata).

“Le leggi fondamentali della stupidità umana” non merita invece di essere banalizzato in alcuna recensione: merita solo di essere letto.
Leggero e profondo insieme, scientifico ed irrazionale, diventa epico quando trasforma graficamente e traspone in metodo scientifico la dimostrazione della regola aurea o terza legge fondamentale della stupidità umana: “Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita”.
I corollari e le ultime due leggi che ne discendono sono impagabili e sfido chiunque a confutarle.

Carlo Maria Cipolla è un mio concittadino (era, è mancato nel 2000), ed ha insegnato anche nell’Università degli Studi di Pavia. Storico economista celebre internazionalmente, ha scritto numerosi libri, su uno dei quali (Storia Economica dell’Europa Pre-Industriale) ho piacevolmente preparato una parte dell’esame di Storia Economica sostenuto illo tempore…

giovedì 7 gennaio 2010

La Befana tutte le sconfitte porta via?

E si vinse a Parma. E grande Ciro. E Hiddink rimanga nella steppa.

Ora con Bobby-Gol che si fa rispettare in tribuna e spiega il calcio a Secco e Blanc, le vinceremo tutte.

Curioso che si sia vinto col 4-4-2 ... e pensare che la maggior parte dei supporter di Ciro erano stufi del 4-4-2 ranieriano ... anche quelli in vista sui giornali e sulla rete ... scherzi del destino.

Si è vinto ma non convinto, recita l'adagio, ma tant'è che si è vinto e questo permette a Ciro di salvare la poltrona.

Partita vinta con un autogol fantozziano e giocando per 70 minuti chiusi in difesa come una neopromossa qualsiasi. Ma questo non importa.

E domenica arriva il Milan e la vinceremo col 4-4-2 e tanti saluti al calcio spettacolo chiesto dal giovane proprietario.

L'inter è a +9 e si è rafforzata con l'arrivo di Pandev, noi siamo gli stessi, in balia degli eventi, ma con Bobby Gol ora non ci spaventa più nessuno.

Facciamoci del male.

G.T.

giovedì 8 ottobre 2009

La solitudine dei numeri primi: letto da 4M



Sbaglio o è passato un po’ tempo dall’ultima recensione letteraria qui tra minkioni?
Bene, allora ci penso io.
Sono sempre stato un avido lettore, e anche discretamente onnivoro. Certamente ho le mie predilezioni: principalmente classici (con una forte propensione verso gli anglo-americani, anche se la mia vera passione è Dostoevskij), saggistica e matematica. Normalmente evito come la peste i best-sellers di nuova generazione (a parte lo Stephen King fino a Dolores Claiborn), per una mia forma di snobismo che del resto ho anche in campo musicale, dove rifiuto in linea di massima il genere commerciale. Tuttavia non si può disprezzare ciò che non si conosce, per cui ogni tanto cedo in tentazione. A volte va bene, a volte un po’ meno.
Siccome poi a caval donato non si guarda in bocca, i regali vanno cosumati, e così settimana scorsa mi sono letto il fresco fenomeno letterario nostrano “La solitudine dei numeri primi”, regalatomi questa estate da un amico per il mio compleanno.
Quando l’ho letto, che in teoria non ho tempo?
Ma il tempo si trova. Ad esempio in pullman la mezzora di viaggio per andare a lavoro. E poi le notti quando Quarta M deve dormire…lei ci sta su un braccio solo…l’altro può leggere il libro…mai sottovalutare certe occasioni…contemporaneamente accade infatti che a) a leggere a voce alta Quarta M si addormenta, b) si fa della ginnastica e si sviluppa la coordinazione, visto che bisogna camminare avanti ed indietro mentre leggi e sorreggi i pesi diversi con le due braccia, c) coccoli la bambina, d) soddisfi la tua fame culturale. Perché devo andare a lavorare, se no sarei sicuramente in grado di inventarmi anche e) f) e g)…il punto che preferisco :-).

Ecco la mia recensione.

Il libro si lascia leggere senza opporre resistenza, in alcuni punti avvince al punto da non volersene staccare. Credo che questo, considerata la giovane età del suo creatore, sia già un considerevole successo.Ho apprezzato molto i tanti richiami per analogia con il mondo della matematica, probabilmente influenzato dal fatto di avere io stesso un solido background in quella direzione.Efficaci molti passaggi descrittivi, forti e immediati.Per concludere l'elenco degli aspetti positivi riscontrati nel libro va sottolineato che esso, pur peccando considerevolmente in fatto di approfondimento, induce a riflettere.Complessivamente lo reputo comunque niente di più che un'opera prima.Se è accettabile che l'approfondimento psicologico sui due protagonisti non sia inadeguato ma non si spinga neppure oltre una certa soglia, i personaggi secondari sono eccessivamente mediocri, per nulla approfonditi e terribilmente stereotipati. Dovessi scegliere un paragone cinematografico, ricordo il Muccino di "Ricordati di me". La natura umana è certamente corruttibile, ma alla fonte è limpida e trasparente, e sebbene nulla possa rimanere immacolato, non necessariamente tutto il buono deve essere stuprato senza possibilità di redenzione. L'inettitudine attraversa tutti i padri e le madri di questo racconto, e il gelo di Torino è il gelo del parco dove Michela viene abbandonata, della neve in cui è immersa Alice, della Scandinavia dove si rifugia Mattia.Ma il mondo non è solo gelo, c'è anche Amore, e se è accettabile che questo venga respinto dai due personaggi soli come numeri primi gemelli, non è pensabile sia escluso da tutto il contesto della vita.Per Amore si può comunque sbagliare. Ma non si resta a guardare. Mentre tutto e tutti, nel libro, restano spettatori senz'anima della lotta di Mattia e Alice.La capacità di sintesi ed il talento, in definitiva, mi sembrano spiccare in questo ragazzo chiaramente dotato di fine intelletto e versatilità. Spero che in futuro sappia incanalare questi doni verso nuovi risultati letterari, chissà dove magari ci sia spazio per il riscatto e per il riconoscimento della vita come un dono. Naturalmente questa non va intesa come "critica", giacchè ognuno scrive ciò che crede. Semplicemente, nel relativismo dei valori che pervade la società attuale, è facile, anche nel campo artistico, indugiare nel sempreverde NICHILISMO, in cui spesso il libro cade (e scade!).Più difficile, nella storia di ognuno di noi e anche nelle forme d'arte, andare oltre...Mi auguro sia una strada che l'artista possa scegliere in futuro, sono certo che saprebbe percorrerla non con meno successo...


- Mason Merton -