MISTICO HAPPEL JUVENTUS MINKIA CLUB


Il blog del tifo juventino mistico happelliano

... Guida cosmica per juventini vagabondi ...
qui la mischia è ordinata ...
qui si tengono le castagne, la sopressa de casada, il lardo ed il vino buono

... contiene espressioni di superbia,
arroganza, vi sono le parolacce e le donnine no perchè se le vede la moglie...

... il calcio per il resto è sempre lo stesso ...
22 koglioni in mutande che corrono dietro ad un pallone del kazzo ...

Se ne consiglia la visione a Juventini Superdotati ...



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mercoledì 28 aprile 2010

Se vi va di leggere : ALTAI di Wu Ming




Venezia, Anno Domini 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l’Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito, «l’anima rigirata come un paio di brache».Costantinopoli sarà l’approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d’Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione.Intanto, ai confini dell’impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l’ultimo appuntamento con la Storia. Porta al collo una moneta, ricordo del Regno dei Folli.Echi di rivolte, intrighi, scontri di civiltà. Nuove macchine scatenano forze inattese, incalzano il tempo e lo fanno sbandare.Nicosia, Famagosta, Lepanto: uomini e navi corrono verso lo scontro finale.Wu Ming, il collettivo di scrittori che al suo esordio si firmò «Luther Blissett», torna nel mondo del suo primo romanzo.


Molti credono che il Signore disperse le lingue degli uomini per punirli, ma è l’esatto contrario.Egli vide che l’uniformità li rendeva superbi, dediti a imprese tanto eccessive quanto inutili. Allora si rese conto che l’umanità aveva bisogno di un correttivo e ci fece dono delle differenze.Cosí i muratori, di costumi e fedi diversi, devono trovare un modus vivendi che consenta di portarea termine l’edificio.– Tu hai mai avuto un sogno, Manuel?La risposta uscí come un singulto.– Sí, non essere giudeo. Fu mio padre ad avverarlo.– Ti capisco piú di quanto non immagini. Perché rimanere deboli quando si può diventare forti?Ma io non mi accontento di trasformare me stesso. Voglio trasformare un popolo. Da debole a forte. Da diviso a unito. Da ospite mal sopportato a padrone del proprio destino. Da fuggiasco a protettore di chi fugge. Sono millecinquecento anni che scappiamo. È giunto il momento di fermarci.
.
Tempo fa degli stessi autori vi consigliai, MANITUANA.
Di questo romanzo mi ha incuriosito molto il confronto tra due città cosi simili e così diverse come Venezia ed Istanbul; ed allo stesso tempo la storia di un popolo, quello ebraico, che mi ha sempre affascinato e che volenti o dolenti fa parte della nostra storia e cultura.
Il ritmo narrativo è incalzante come in un noir, ma allo stesso tempo compassato come in un saggio e nozionistico come un testo di storia.
La figura del protagonista è al quanto accattivante ed intrigante, ma non da meno quelle dei personaggi che via via compaiono e scompaiono nel susseguirsi degli eventi che il libro ci racconta.
Per alcuni questo nuovo lavoro di Wu Ming è un romanzo di formazione; per me, invece, è stato un romanzo di riflessione.
Buona lettura, se vi va.
- G.T. -

giovedì 30 luglio 2009

Consigli per l'estate ...

Molti sono i libri che ho intenzione di leggere quest'estate, e non vi tedio con quello che leggerò, ma vi dico cosa non leggerò:

1. Tuttosporc : il De Paola pensiero mi fa rivedere in positivo l'era del MiniCulp;
2. Gazzetta dello Sporc: il rosa è un colore da froci;
3. Corriere dello Sporc: la brutta copia di Tuttosporc con i miracoli di Totti;
4. Il Guerrin Sportivo: fu un gran giornale;
5. Tex: mi basta l'originale;
6. Panorama: per le tette è meglio Penthouse;
7. L'Espresso: preferisco il caffè doppio in tazza grande;
8. Hurrà Juventus: Non va bene per farsi le pippe in bagno;
9. Libero: dopo Gaetano nessuno è degno di quel nome;
10. La Repubblica: mi hanno rotto le cazzate in comodo formato tabloid.

Ora tocca a Voi.

- Il Vescovo Eretico -

martedì 16 giugno 2009

Inquietudine in Paradiso

OSCAR ESQUIVIAS, Inquietudine in Paradiso
- NOVITÀ
( Keller editore )
Prezzo: €15,60€13,00Sconto: €2,60
Brossura pp. 416 collana PASSI

Traduzione dal castigliano Angela Lorenzini


Spagna 1936.Quale misterioso filo unisce la Divina Commedia, un passaggio segreto nella cattedrale di Burgos e i preparativi del golpe militare contro la Repubblica?

La pazzia di un canonico, gli intrighi di un generale a riposo, un misterioso passaggio nascosto nella cattedrale di Burgos e, sullo sfondo, i drammatici eventi della Guerra civile spagnola.


Burgos, estate del 1936. Gli spettatori di una conferenza al Salone Rosso del Teatro Principale ascoltano un'affermazione assurda: Dante per scrivere la Divina Commedia ha visitato in vita il purgatorio. A pronunciare queste parole è don Cosme Herrera, penitenziere della cattedrale, convinto che il Purgatorio sia un vero e proprio libro di viaggio e che sia possibile condurre una spedizione in quel luogo dell'aldilà.Tra l'entusiasmo e le critiche, la buona società burgalese inizia i preparativi per questa impresa, come se si trattasse di uno degli avventurosi viaggi di Jules Verne.Allo stesso tempo, il generale a riposo Dávila si affanna a organizzare un'avventura ben diversa: il golpe militare che dovrà far cadere la Repubblica...

Inquietudine in Paradiso è una lettura appassionante, un romanzo scritto in modo magistrale, prima parte di una trilogia che ripercorre il cammino dantesco della Divina Commedia e lo fonde con gli eventi che hanno segnato l'inizio della Guerra civile spagnola.

Premio della Critica di Castiglia e León al miglior romanzo spagnolo dell'anno (2006): "Un testo magnifico, pieno d'incanto, che combina durezza, humour, ironia. Un racconto intenso, un'opera veramente sorprendente".
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Commento di GT:
Rappresenta in maniera mistica l'attuale universo juventino, ossia ognuno perso per i cazzi suoi ...

venerdì 13 febbraio 2009

Letto per Voi: MI FIDO DI TE

IL LIBRO
Un romanzo magnetico e appassionante che unisce al meccanismo implacabile del noir un godibile e dissacrante senso dell’umorismo. Un’avventura criminale ribalda che diventa un atto di difesa orgoglioso di tutto ciò che è tipicamente umano contro le radici stesse dell’avvelenamento della vita.

LA STORIA
Gigi Vianello è l'elegante, affascinante occulto proprietario del ristorante per gourmet Chez Momò, a Cagliari. Ha due particolarità: una eterocromia oculare, ha cioè gli occhi di diverso colore (uno azzurro, l’altro verde) e un passato ingombrante che si è lasciato alla spalle salutando di gran fretta la sua terra d’origine, il Veneto. Al riparo da piatti salutisti e raffinati, guadagna soldi riciclando e smistando partite di cibo sofisticato in ogni angolo del pianeta. Cibo che va nei discount, dove è costretto a fare la spesa chi non può andare tanto per il sottile, nei ristoranti alla buona o nelle mense dei poveri e della comunità. Tutto va bene nella sua vita infame, fino a che qualcosa non si blocca nell'ingranaggio. Qualcosa che è legato al passato di traditore di Gigi. E inizia una discesa nell'abisso, senza alcuna esclusione di colpi.
IL CIBO
Oltre gli articoli di cronaca che ogni giorno riportano sulle pagine dei quotidiani truffe e raggiri compiuti a discapito dei consumatori e delle aziende del settore: ecco l’oscuro pianeta della sofisticazione alimentare. Mercato dove le nuove mafie si muovono con spavalderia e spesso impunità. Specchio e sintomo di una società adulterata in ogni suo aspetto.

LA MUSICA
MI FIDO DI TE è un romanzo che scorre rapido come le immagini di un film supportato da una robusta colonna sonora. Dal titolo sino all’ultima scena è un susseguirsi di suoni a volte accennati o suggeriti altre esplicitamente dichiarati.
Il brano scritto da Jovanotti, che da titolo al libro, è il leit motiv del romanzo. Una speranza e una ricerca di fiducia che verrà costantemente tradita. Gigi Vianello ha un modello estetico ben preciso scelto per affinità fisica, David Bowie. La sua è una maniacale (e fastidiosa) adorazione che lo porta ad ascoltare solo la musica del Duca Bianco e dei suoi protetti. Più volte nel libro la musica tradirà il racconto, in una trasfigurazione quasi ironica e di sicuro carognesca. Come nel finale quando Louis Amstrong darà fiato alla sua più famosa pop song: What a Wonderfull World

GLI AUTORI
Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956 e vive in Sardegna. Scoperto dalla scrittrice e criticaGrazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco (e/o). Per la stessa casa editriceha scritto, oltre ad Arrivederci amore ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003), i seguenti romanzi: La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita, Il corriere colombiano, Il maestro di nodi, Niente, piú niente al mondo, L’oscura immensità della morte e, nel 2006, La terra della mia anima. Con Marco Videtta ha scritto Nordest. È anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani e riviste. I suoi libri sono tradotti in vari Paesi e molti sono i premi letterari vinti.
Francesco Abate nasce a Cagliari nel 1964. È giornalista e dj nei club dell’isola col nome di Frisko. Come scrittore pubblica nel 1998 Mister Dabolina, il suo primo romanzo (Castelvecchi). Sono seguiti nel 2003 Il cattivo cronista (Il Maestrale), nel 2004 Ultima di campionato, da un soggetto vincitore del premio Solinas (Il Maestrale, nel 2006 riedito da Frassinelli) e, nel 2006, Getsemani (Frassinelli). Insieme a Massimo Carlotto ha scritto “Catifish” (Aliberti).

ESTRATTO
Stavo per rispondere a tono quando squillò il mio cellulare. Guardai il display e lessi: «Rocco Gennaro».– Lavoro, – la informai laconico. Che significava smamma velocemente. La mia fidanzata si alzò e andò ad accogliere una coppia di clienti entrata in quel momento. Brava ragazza, sapeva stare al suo posto.– Come stai, Rocco? – domandai al mio fornitore di polli olandesi.– Un po’ inguaiato, Gigi. Ci ho una fornitura locale da smaltire alla svelta.– Ho ricevuto il carico l’altro giorno, per un po’ sono a posto.– Lo so, ma è un’emergenza. Devo fare un favore a un amico.– Merda o merdaccia?– Merda, Gigi, merda. Te lo giuro.Da tempo la qualità della sofisticazione si misurava così. Due tizi che aggiustavano latte destinato all’alimentazione animale erano stati intercettati mentre decidevano che la produzione merda era destinata al mercato nazionale mentre la merdaccia a quello greco. Solo che avevano esagerato e i greci che avevano consumato il prodotto erano corsi alla polizia. I giornali avevano riportato il testo della intercettazione e i termini di qualità erano diventati di uso comune nell’ambiente.– Cos’è successo? – domandai.– Una sciocchezza, Gigi, una sciocchezza. Nella vasca dell’acqua calda per staccare le penne sono finiti anche dei polli contaminati da campylobacter e quello stronzo del veterinario si è messoa fare il preciso. E l’amico mio mi ha chiamato…Bevvi un sorso d’acqua minerale scozzese per avere il tempo di pensare. Guardai il riflesso e i giochi delle bollicine che ballavano nel bicchiere: cara era cara, con quel che costava il trasporto. Ma ne valeva la pena: metteva serenità e faceva ragionare bene. Il batterio non era pericoloso,al massimo un’intossicazione con diarrea se il pollo non era cotto bene, ma io sapevo dove li arrostivano alla giusta temperatura.Buttai giù l’ultimo sorso.– D’accordo, Rocco, li prendo io ma il prezzo deve essere davvero buono.Concordammo la cifra e riattaccai in fretta quando il cameriere mi mise di fronte un piatto di tagliolini fatti a mano ai gamberi e zucchine. Era passata la buriana dell’influenza aviaria ed eravamo tornati ai bei tempi. Col pollo si facevano dei buoni soldi. La gente si era spaventata con ’sta storia dei morti in Cina e nel Vietnam, ma era tutta una bufala per far arricchire una multinazionale che produceva un farmaco che doveva salvare il mondo dalla pandemia. Poi, quando avevano esaurito le scorte, la notizia era sparita dai giornali. Io, comunque, il pollo non lo mangiavo più da anni, da quando avevo scoperto che molti allevatori rimpinzavano le loro bestiole di cloranfenicolo di produzione cinese, un antibiotico che salvaguardava il pollaio da ogni malattia ma nell ’uomo era solo cancerogeno. Rocco mi forniva quello olandese. Basso prezzo e sapore tutto sommato decente. Nulla di più. Gli olandesi compravano pollo congelato salato dalla Thailandia e dal Brasile e poi lo sottoponevano al processo del tumbling per farlo gonfiare. Gli animali decongelati venivano infilati dentro giganteschi macchinari simili a betoniere e rigirati fino a quando non avevano assorbito un bel po’ d’acqua. L ’avevo visto con i miei occhi: non era un bello spettacolo.


Da leggere dopo i pasti o prima anzi meglio a digiuno ...