
La ricordo come ieri. Fu la mia ultima partita. Ero stopper nella mitica Aston Villa categoria Allievi.
Già il nome per noi giovani era un mito. Ne conoscevamo le gesta, i suoi eroi, Tony Morley su tutti, in quei anni il calcio inglese era il nostro mito.
La mia Aston si trovava nel rione adiacente al mio. Borgo Sacco, io invece ero di San Giorgio. Rioni rivali, che consumavano la loro inamicizia l'ultima domenica di carnevale a suon di manganellate nel piazzale del mio rione. Saccheri contro Sangiorgini. Era bello così.
La mia "carriera" calcistica era nata nel San Giorgio, iniziando da mezz'ala destra, per poi passare alla sinistra, passando per la mediana, terzino sia dx che sx, libero ed infine la consacrazione come stopper.
Nel San Giorgio non esistevano gli Allievi, così andai nell'Aston Villa.
Essendo del rione rivale non era ben visto, tranne che da Ale, mio compagno di banco all'epoca che ricopriva il ruolo d'ala destra.
Quel camiponato fu altalenante, senza gloria ne infamie, eravamo al quanto discontinui, ma davamo il 110% quando ne avevamo voglia. Il modulo era il 4-5-1, con un centravanti alla Hrubesch e due ali veloci. Eravamo inglesi, si diceva che il nome della squadra avesse il benestare dei Villans. Purtroppo anche il portiere era inglese: una schiappa, ma simpatico e sgobbone.
I colori sociali erano il bianco e blu: maglia blu con collo a V con colletto, color blu scozia con risvolti bianchi, pantaloncini pianchi, calzettoni blu con risvolto bianco. Numeri bianchi. Il mio numero era il 5.
Tatticamente ero un Brio, con piedi un po' più buoni, forse il mio essere stato centrocampista, mi permetteva di uscire dall'area a testa alta e lanciare i compagni. Quasi sempre la davo a Ale, perchè eravamo amici.
Arrivammo all'ultima partita, sul campo di Noriglio contro il Rosmini. Squadra tosta, solitamente la prima cittadina assieme a Rovereto e Lizzana.
Fu una partita senza implicazioni di classifica, fu una partita per regolare i conti. Io ingaggiai un duello rusticano il loro centroavanti che mi stava sui koglioni: liceale di merda, si diceva ai tempi dai noi Itiani.
Al tempo si marcava a uomo, sempre attaccati non lo si mollava mai. Credo che molte coppie di fatto gay odierne siano nate nei campi di calcio di quegli anni. Ma questa è un'altra storia.
Il primo tempo fu abbastanza equilibrato e fini sul 1-1. Andammo in vantaggio noi, poi loro pareggiarono con un gol sporco del loro centroavanti. Che mi prese in giro . Ne seguì una scaramuccia e ammonizione per entrambi. La mia prima ammonizione in carriera.
Il secondo tempo inizio male per noi . Il Centrocampo non filtrava e tiravano da tutte le parti, il nostro portiere ahimè era un giovane Van der Sar: 2-1 e 3-1 per loro in un lampo.
E lì inizio l'inferno. Colpi proibiti, gomitate, legnate sugli stinchi. Il mio centroavanti usci piegato in due ed entro un ragazzino timido. Non toccò mai palla.
Tiro loro da metà campo e 4-1. Inkazzato e furibondo.
Mancavano 5 minuti alla fine, non mi andava di perdere così e guardandomi con Ale partimmo ... lui scese sulla destra come un Penzo d'annata e la passò indietro a me ... limite dell'aria ciabattata, la palla rimbalza davanti al portiere in tuffo e gol. O meglio gollonzo. Ma l'onore e la maglia erano salvi. 4-2.
Poi la rissa ... Siccome il mio centroavanti era una pippa e i centrocampisti nostri si facevan seghe, mi spostai in avanti a far filtro: legnate a destra e sinistra. E venni alle mani con il loro mediano, un tipo tosto, fisico da rugbista. Spintoni, sputi, pedate ed entrambi espulsi.
La partita fini 4-2. Il mio lo avevo fatto ed ero contento. Fu la mia ultima partita da tesserato FIGC. Mi diedero 5 giornate.
L'anno dopo cambiai sport: Pallamano.
Più o meno andò così, o almeno così la racconto: come il protagonista di Big Fish.G.T.