MISTICO HAPPEL JUVENTUS MINKIA CLUB


Il blog del tifo juventino mistico happelliano

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22 koglioni in mutande che corrono dietro ad un pallone del kazzo ...

Se ne consiglia la visione a Juventini Superdotati ...



domenica 23 settembre 2012

Caterpillar


Quando impareremo a far gol facili saremo davvero pronti per giocarcela col Barcellona. Mai visto un 2-0 più bugiardo. Senza Sorrentino i clivensi avrebbero subito il peggior passivo della loro storia. In una serata di turnover la Juventus ha demolito l'avversario con un ritmo, un intensità, un organizzazione a meta' campo mostrando un divario di almeno due categorie tra le squadre in campo. Manca poco alla perfezione. Contento per Quagliarella, e' un bravissimo ragazzo, merita soddisfazioni e spazio, e' rapido, tecnico e fa gol. Menzione d'onore per Asamoah, Marchisio e Lucio.  La casa della Juve e' sempre più bella, accessoriata e tecnologica. Il giorno in cui Conte tornerà in panchina ci sarà, ulteriormente, da divertirsi. Adesso la Viola, test serio soprattutto per misurare la capacita' di autocontrollo e la freddezza in uno scontro contro una squadra che gioca bene e che avrà una spinta ambientale da finale di Coppa del Mondo. Asfaltiamoli, cosi magari i della valle la finiscono, almeno per un po', di dire un mucchio di stronzate.

The squirting Berto

81 commenti:

Slaven ha detto...

Più che rallegrato per l'ottima prestazione di Lucio. Giak sempre più importante. Pogba troppo timido; Isla non buono, speriamo nelle prossime.

Mark'O ha detto...

Presto vedrete il vero milan..uomini di poca fede!

nicecool ha detto...

Pogba diventerà fortissimo.


ISLA è appena rientrato, Slaven. Perchè commentarlo?

Tex Willer ha detto...

è appena rientrato ma fai allora 30 minuti che lascino intravedere potenzialità e non quella fetecchia di prestazione con el caballo che gli prendeva la fascia con lui spettatore dai cazzarola a motore!!
asamoah non aveva giocato mai con la juve è entrato e si è conquistato posto e tifosi mi sembra che isla sia molto lontano da quel giocatore che pensavamo tutti e che forse non è se il buongiorno si vede dal mattino
pobbà ha dalla sua l'età e quindi è ampissimamente giustificato
però un campione si presenta in ben altro modo e non con un semplice compitino di ridare subito palla a quello più vicino
è anche vero che i compagni ti devono aiutare ad integrarti ma la dura legge del campo a volte non lo permette e quel non servirlo ad inizio partita cercando da parte dei suoi compagni passaggi diversi è emblematico
pertanto lui è giovanissimo ma deve sapersi imporre e guadagnarsi la fiducia dei suoi
rivedibile con grandi speranze

nicecool ha detto...

Ma ISla si è sfasciato il ginocchio.....ti sembra il caso di accomunarne la prestazione con Asamoha?

Se non gioco come fà a recuperare tono e ritmo partita?

nicecool ha detto...

Mariello ma eri a S.Colombano ieri??

Cazzo e non potevi dirmelo?

Tex Willer ha detto...

nice caro allora potrebbe essere un acquisto incauto come minimo mettici anche quello e visto che hai licht dalla sua corsia e pure caballo loco che ieri ha fatto vedere le sue qualità di scorribanda ecco che o isla si riprende o amen è chiuso e allora che l'hai acquistato affffare??

Stefano Benzi ha detto...

Che nessuno si azzardi a parlare di campionato competitivo, di sfida credibile, di Italia al passo con i paesi che piano piano ci stanno scavalcando nelle classifiche europee per business, introiti, spettatori, qualità di calcio espresso e valori economici.
La vicenda dello stadio di Cagliari è una vergogna che coinvolge tutti, nessuno escluso.
La società Cagliari e il suo presidente Cellino che gioca a fare braccio di ferro con il Comune di Cagliari che dal canto suo è incapace di gestire uno stadio, incapace di darlo in gestione, incapace di ristrutturarlo ma in qualsiasi caso ci vorrebbe guadagnare dei soldi; la Lega che questa vicenda la conosce da anni e la subisce da sempre tollerando prese di posizioni intollerabili (fare giocare il Cagliari a Trieste, tanto per dirne una), o accettare che la squadra isolana disputi le prime sfide di questo campionato contro Atalanta e Roma a porte chiuse a causa di un'inagibilità evidente e di oggettivi problemi di sicurezza.
Ma i fronte a problemi vecchi di decenni queste sarebbero soluzioni…? La tutela della squadra, dei tifosi, del gioco di cui tutti si riempiono la bocca, dove sta?
Il presidente del Cagliari, i dirigenti del Comune del Cagliari e quelli della Lega dovrebbero chiudersi in una stanza: e trovare una soluzione immediata. E se non la trovano dimettersi in blocco per manifesta incapacità.
Ci sono campionati molto meno rappresentativi di quello di Serie A che obbligano i club a offrire wi-fi in zona mista e sala stampa, una zona accoglienza per i disabili e strutture perfette sotto l'aspetto normativo della sicurezza. Non parlo dell'estero se no mi dicono che sono anti-italiano. Ma vorrei ricordare le partite rinviate dopo una nevicata di cinque centimetri negli ultimi due anni. Qui da noi una legge che obblighi le squadre a dotarsi di uno stadio di casa che rispetti le più elementari norme di sicurezza… no? Pare brutto?
Bisogna costruire i tornelli di notte, se no non si gioca; bisogna emigrare, se no non si gioca; bisogna far finta di non vedere che i gabinetti sono intasati, se no non si gioca; bisogna far finta di non sapere che i biglietti invito vengono venduti dai capiultrà che si trasformano in bagarini on line dal lunedì al venerdì (quando non fanno servizio d'ordine per le cooperative che servono concerti ed eventi pubblici comportandosi come capibranco in elegante vestito nero e radiolina con auricolare); bisogna far finta di non vedere che i famosi steward, in Italia, sono un'esagerazione e fanno tutto tranne che fare gli steward, per lo meno dal 1' al 90'.

Stefano Benzi ha detto...

Club, Lega, Federcalcio… Vi accapigliate per i diritti come se aveste in mano il Sacro Gral ma sui doveri non siete nemmeno in grado di tenere pulito un cesso. E' una realtà davvero squallida, davvero patetica…
Apro una parentesi dolorosa sui presidenti del nostro calcio: che per carità, sono al livello dei rappresentanti istituzionali, dei giornalisti, dei tifosi e dell'immagine del nostro sport nazionale. E dunque faziosi, interessati, di mediocri capacità ma abilissimi nel fare il gioco dell'ostaggio chiunque avendo una squadra di calcio dalla parte del manico.
Ho deciso di smettere di seguire la squadra di calcio che ho sempre tifato nel momento in cui mi sono vergognato del suo proprietario: e non ho mai più fatto un passo indietro, né verso altre direzioni.
Ho perso il sogno del proprietario di una squadra di calcio come il mecenate dei giovani artisti di secoli e secoli fa da molto tempo: chi oggi ha una squadra di calcio lo fa per due motivi… riciclare denaro o guadagnarne esercitando pressioni che possono essere politiche o di altro genere. Il presidente mecenate e tifoso è scomparso negli anni '70 e non esiste più: mi accontenterei di persone serie, motivate (anche a fare soldi, non nascondiamoci) ma che tutelino il club. Che non significa vincere: ma rispettarne la storia, il blasone, la storia, la città e la gente che rappresenta.
Diversamente forse sarebbe davvero meglio fallire e partire dai dilettanti.
Perché scusate, non giocare una partita come quella di oggi dopo tutto quello che sta accadendo a Cagliari da anni, è l'immagine di un calcio professionale e istituzionalmente credibile?
Twitter @stefano_benzi

Scirea ha detto...

Lombroso era un pirla.
....per fortuna ;O)))

KarmaKoma ha detto...

sei un pirla mariello :D

nicecool ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nicecool ha detto...

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/moda/lstp/178406/


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Me cojoni.....

nicecool ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nicecool ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=hFgyP7wM8Xw&feature=player_embedded

nicecool ha detto...

Massimiliano Allegri resta, e ci mancherebbe pure che fosse lui, o soltanto lui, a pagare. E' un buon allenatore non il genio che si millantava a Milanello. Con Zlatan Ibrahimovic, ha raccolto un primo e un secondo posto. Proprio lo svedese l'ha indotto in tentazione: faceva il centravanti e il trequartista, esaltava il machismo di Kevin Prince Boateng, un apolide, e portava la ditta di Antonio Nocerino al clamoroso fatturato di dieci gol, uno in più di Claudio Marchisio. Ibra arretrava e dettava il lancio o l'uno-due. Occupava spazio, ne procurava. E poi Thiago Silva, Alessandro Nesta, Antonio Cassano, eccetera eccetera. In pratica, uno squadrone. Azzerato. Cancellato.
Di suo, Allegri ci ha messo la sinistra indifferenza verso Andrea Pirlo: Un errore tre volte grave: 1) perché Pirlo ha rafforzato la Juventus; 2) perché il sostituto, Mark Van Bommel, era tutt'altro giocatore; 3) perché, alla fine della giostra, con la rinuncia a Van Bommel si è ripartiti da zero. Licenziare Allegri sarebbe un atto di ordinaria vigliaccheria. E' stato Silvio Berlusconi a chiudere i rubinetti e ordinare l'indietro tutta. E' stato Adriano Galliani a reclutare Nigel De Jong, spacciandolo per un colpo grosso. Come ha dimostrato anche a Udine, al di là degli episodi e delle due espulsioni, il Milan è, oggi, non è più una grande squadra: è una squadra. Dopo il rientro di Riccardo Montolivo, all'appello non mancano che Robinho e Pato. Auguri.
Non è questione di modulo, è questione di talento. La società vigila, ma è proprio dentro (e sotto) di lei che qualcosa pericolosamente si muove. Barbara Berlusconi versus Adriano Galliani non è più una semplice insegna o un fastidioso ronzìo. Chi comanda chi, a debita distanza dal Cavaliere, comincia a essere una domanda che si pongono persino i più incalliti milanologhi. Galliani incarna la tradizione, la continuità; la figlia del principale, un'ipotesi di futuro (ma quale? e con che budget?).
La stessa baruffa tra Allegri e Inzaghi è stata impaginata come peggio non si sarebbe potuto, vai a sapere su dritta di chi (Adriano? Barbara? Silvio?). Una smentita è una notizia pubblicata due volte, soleva ripetere quel raffinato giornalista di Mario Missiroli. Peggio ancora, una smentita camuffata da pace: come quella, appunto, organizzata intorno all'ormai celeberrimo scambio di vaffa che, mercoledì scorso, aveva coinvolto l'allenatore in carica e l'allenatore in pectore.
L'impegno non manca, al Milan. E nessuno rema contro il mister. Dare più spazio a Bojan, perché no: potrebbe essere un'idea. Il problema resta la gestione tattico-emotiva delle emergenze. Ma sarebbe scandaloso, ripeto, se pagasse solo Allegri. Le responsabilità dell'ultimo Galliani non sono meno lievi. Prendete questo Milan. Questo, dico: senza Ibra e la tribù deportata in estate. Con Pirlo in regia, però. Solo con lui in più. Galliani avrebbe dovuto legarlo, Allegri. Rinunciare a Pirlo. Tutto cominciò da lì.

R. Beccantini

KarmaKoma ha detto...

beccantini credibile? ma siamo seri va ...

Scirea ha detto...

Beccantini deve morire.

KarmaKoma ha detto...

Beccantini deve morire.

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:D

Stefano Benzi ha detto...

Vorrei poter parlare della Juve già padrona del campionato e della crisi delle milanesi: ma tanto ci penseranno i colleghi. Quindi torno sulla questione degli stadi e di Cagliari.
Tutti sappiamo che la Juventus ha uno stadio di proprietà: tutti, anche gli juventini, credo siano pronti ad ammettere, che se la Juventus non rappresentasse gli interessi di una delle industrie più importanti del mondo lo stadio forse non ce l'avrebbe. La Juve ha terreni, proprietà immobiliari, interessi di carattere economico e un peso politico che gli hanno consentito di fare quello che in Italia è stato sempre impossibile per chiunque. In un paese come il nostro non è un demerito…
Torno all'esempio del presidente mecenate che scrivevo ieri (qui): a tutti piacerebbe avere una squadra di calcio. Che figata che dev'essere giocare con le figurine, solo che sono in carne e ossa.
Il mio sogno è possedere un elicottero: se anche un domani potessi permettermelo, e non accadrà mai, dovrò occuparmi di manutenzione, carburante, assicurazioni, permessi di volo e licenze. Ah, dovrei anche prendere la patente…
Oggi troppi si improvvisano presidenti di calcio e sono convinti che sia il mestiere più facile del mondo: basta avere un bel po' di soldi (meglio se non sono i tuoi ma quelli di uno che ne deve far circolare un bel po' in modi e direzioni diverse) andare ogni tanto in televisione annunciando un acquisto, insultando un collega, parlando di campionato falsato dagli arbitri per poi presentarti in Lega al ricco buffet della riunione che si dilunga quando ci sono da dividersi i soldi delle tv da spartirsi. Che vengono pagati trimestralmente e finiscono prima ancora di essere incassati.
Se oggi dovesse esistere una patente per i proprietari dei club, una sorta di esame di ammissione con temi come economia aziendale, gestione di una società sportiva, management delle risorse umane, comunicazione, operazioni off-shore di beni futili e mobiliari (i calciatori), strategia di impresa, strutturazione e organizzazione di impianti sportivi complessi, il nostro campionato avrebbe solo manager e non proprietari: in gran parte stranieri.
Ma il mio non vuole essere un attacco ai presidenti dei club: alcuni di loro fanno miracoli a tenere in piedi squadre che sono una gemma nel panorama economico e sportivo del nostro paese. Io a gente come Campedelli (Chievo), Pozzo (anche se vende tanto e gli basta questo) per fare i primi due nomi che mi vengono in mente e senza voler far torto ad altri, farei un monumento. Gestiscono quello che hanno come possono: e ci riescono. Ma lo fanno anche i miei genitori, da una vita: e non gli spalmano i debiti e nemmeno gli danno le sovvenzioni.

Stefano Benzi ha detto...

Lo stadio per una società di calcio è una necessità: non è una deroga, non è un accrocchio, non è un'ipotesi. È una necessità inderogabile che riguardando la sicurezza pubblica in un grande evento che coinvolge molte migliaia di persone deve essere regolamentato e vigilato con grande attenzione. Se non hai lo stadio a norma (e le norme a riguardo, credetemi… in Italia sono davvero ipotetiche e al limite dell'assurdo), non giochi.
Una vicenda come quella di Cagliari è allucinante e poteva accadere davvero solo in Italia. Cellino ha molte colpe: da Miami invita la gente allo stadio sfidando l'autorità di un Prefetto e giocando sull'umore labile e instabile dei tifosi. Sono giochi pericolosi che a Cellino piacciono un sacco. Curioso che a rappresentare la Lega in Federcalcio ci sia proprio lui… Ma su una cosa Cellino ha ragione: se voglio lo stadio me lo costruisco io, dove voglio (o meglio, dove mi lasciano), e ci gioco. Prima devi costruirlo però: e dev'essere a norma…
I nostri stadi sono una vergogna nazionale: tutti, nessuno escluso. Così come sono ridicole le operazioni (tessera del tifoso, biglietto nominale, guardianaggio privato) in un paese dove chiunque va dove vuole: basta che conosca l'uomo giusto al tornello giusto. L'italiano non ama le regole; se può le aggira. Meglio ancora se le ignora.
Per i presidenti di calcio dovrebbe essere diverso? Vogliono lo stadio: ma su un terreno dove non si può costruire, e ci vogliono anche il cinema e il centro commerciale, e lo Stato gli deve dare anticipare i soldi, defiscalizzando l'operazione. Con una concessione, diciamo di… 99 anni?
I comuni (o altre istituzioni, comunque pubbliche) dal canto loro non vogliono (alcuni sostengono che non possano…) lasciare ad altri lo stadio di proprietà: non lo vogliono nemmeno lasciar gestire. Se continuano a guadagnare affittando un cesso al prezzo di una villa, perché dovrebbero? D'altronde non ci sono altri cessi: quindi...
Quindi, cari signori della Lega, della Federcalcio, arrivo a voi giusto per continuare ad ampliare la mia cerchia di amicizie che di giorno in giorno si fa sempre più larga, posso dire tranquillamente che il vostro lavoro è inutile: siete inutili. Direi di più: siete un danno. Direi di più: siete riusciti a farvi prendere per il sedere da Cellino. Che con tutto il rispetto non mi sembra Leonardo da Vinci e nemmeno Goldoni.
Ora punitelo, dategli pure la sconfitta a tavolino e bruciatelo al rogo mediatico dandogli dell'irresponsabile. Usate le parole appropriate: inaccettabile, inverosimile, inqualificabile…
Ma le regole, cari signori, le fate voi: voi… siete che avete in mano il libro dei sogni. Il problema è che qualcuno ve l'ha messo in mano… e per togliervelo bisognerebbe usare l'arpione di Batman.
Perché, maledizione, tutte le volte che hai bisogno di un uomo pipistrello non ne trovi mai uno che non sia al cinema?
Twitter @stefano_benzi

Detari ha detto...

'giorno

su Isla sono d'accordo con Nais, quanto ci ha messo quagliarella a riprendersi? e Jovetic? Pippito Rossi si riprenderà mai? E Giovinco? ah già lui non si è spaccato nulla
Per Isla ci vuole tempo e deve giocare.

nicecool ha detto...

Tutti sappiamo che la Juventus ha uno stadio di proprietà: tutti, anche gli juventini, credo siano pronti ad ammettere, che se la Juventus non rappresentasse gli interessi di una delle industrie più importanti del mondo lo stadio forse non ce l'avrebbe. La Juve ha terreni, proprietà immobiliari, interessi di carattere economico e un peso politico che gli hanno consentito di fare quello che in Italia è stato sempre impossibile per chiunque. In un paese come il nostro non è un demerito…

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Ma questo parla come se la Juventus avesse lo stadio di proprietà da una vita giocando da tutta una vita in proprietà comunali.

Ma poi perchè tirarla di mezzo nuovamente?

Benzi hai rotto il cazzo.

nicecool ha detto...

E Giovinco? ah già lui non si è spaccato nulla

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:D - idolo magiaro. :D

Slaven ha detto...

Nicecool:
ISLA è appena rientrato, Slaven. Perchè commentarlo?

Perché, anche se non lo conosco bene, credo molto in lui, e sono convinto (come quasi tutti) che lui non è il giocatore visto sabato.

nicecool ha detto...

Certo che no, Slaven. E' stata la prima partita dopo l'infortunio. :))

nicecool ha detto...

http://it.eurosport.yahoo.com/blog/stefano-benzi/di-stadi-e-presidenti-e-istituzioni-farlocche-064641873--sow.html

nicecool ha detto...

Che tutti possano leggere le bestialità che questo individuo scrive. E se i commenti non sono conformi ti esclude dalla partecipazione.

http://www.facebook.com/Stefano.Benzi.Eurosport

Anonimo ha detto...

ha fatto bene!

nicecool ha detto...

Eccerto che ha fatto bene. Diversamente sarebbe stato un vero UOMO.

Anonimo ha detto...

ha rifatto bene

nicecool ha detto...

Ma rimane sempre un piccolo uomo.
E' come gli anonimi sotto mentite e sporche spoglie.

Anonimo ha detto...

ha ri-ri-fatto bene

KarmaKoma ha detto...

anonimo, non fare il flammer su ... dai ...

Sudafrica ha detto...

riporto piccolo articolo di Massimo Lucchesi:

VISITA ALL'ANDERLECHT

Appena rientrato da Bruxelles dove ho soggiornato la scorsa settimana per approfondire le metodologie di lavoro del RSC Anderlecht, queste le mie impressioni a caldo:
1) far allenare tutti i ragazzi della società nel raggio di 500 mt. e le categorie Under 15, 17, 19 e 21 nel C.T. della prima squadra è una grande cosa. Lo spirito di appartenenza se ne giova enormemente.
2) i ragazzi si allenano con gli allenatori della società sia al mattino (a scuola) ...che al pomeriggio nel C.T. di Narpedee. Una doppia seduta quasi ogni giorno significa raddoppiare il lavoro rispetto ai nostri.
3) c'è una grande organizzazione societaria con un adeguato numero di atleti per allenatore e tutor specializzati che seguono l'andamento scolastico. Oltre a ciò la società si avvale di due professionisti che seguono da vicino i giocatori e che lavorano su atteggiamenti e comportamento di chi potrebbe disperdere il proprio talento a causa di uno stile di vita non irreprensibile.
Ciò equivale ad investire sul talento.
4) il responsabile del s.g. (Sig.Kindermans) è un ottimo allenatore prima che un manager e ciò significa grande attenzione ai programmi di lavoro, per altro molto ben strutturati tra il lavoro individuale (fatto si campi della scuola quando i gruppi non sono omogenei) e quello invece collettivo fatto al pomeriggio nel C.T.
5) fantastico lo stile di gioco delle squadre che si identificano prima in un sistema (3-4-3) che da modo di sviluppare le abilità individuali all'interno del collettivo e successivamente, quando viene introdotto il 4-3-3, si ricerca invece di lavorare maggiormente sulla dinamicità, l'interscambio e l'organizzazione di squadra.

In sostanza una esperienza sicuramente utile e ricca di molti spunti sia metodologici che culturali.

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parafgonatelo a una scuola calcio medio-alta italiana.

Saluti

Giudice sportivo ha detto...

ottimo risultato in trasferta della Roma su un campo difficile....

Scirea ha detto...

@ Nice

...e comunque Benzi ha fatto bene

hahhahahahahhahahahahah

disturbatore
;O)))))

KarmaKoma ha detto...

cellino suca. ben gli sta.

KarmaKoma ha detto...

@sudafrica

ma sti ragazzi oltre a giocare a pallone cosa altro fanno?

Sudafrica ha detto...

ma sti ragazzi oltre a giocare a pallone cosa altro fanno?

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si divertono, studiano, fanno la vita da ragazzi "fortunati", ma con dei doveri...

nicecool ha detto...

Quindi, cari signori della Lega, della Federcalcio, arrivo a voi giusto per continuare ad ampliare la mia cerchia di amicizie che di giorno in giorno si fa sempre più larga, posso dire tranquillamente che il vostro lavoro è inutile: siete inutili. Direi di più: siete un danno. Direi di più: siete riusciti a farvi prendere per il sedere da Cellino. Che con tutto il rispetto non mi sembra Leonardo da Vinci e nemmeno Goldoni.


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nicecool ha detto...

Ma le regole, cari signori, le fate voi: voi… siete che avete in mano il libro dei sogni. Il problema è che qualcuno ve l'ha messo in mano… e per togliervelo bisognerebbe usare l'arpione di Batman.

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Benzi rinnovo l'invito: ma quando Galliani stava in Lega perchè non ha mai scritto queste stesse cose?
Che cosa è cambiato da allora?

Maicosuel ha detto...

è una mia impressione o sta diventando sempre più difficile segnare i calci di rigore?

KarmaKoma ha detto...

si divertono, studiano, fanno la vita da ragazzi "fortunati", ma con dei doveri...
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dici?
non discuto il metodo, ma il concetto ... doveri ne avevo anch'io a casa, ma ho vissuto da ragazzo e non da uomo ... non so se riesco a rendere dove voglio arrivare ... probabilmente diventeranno dei buoni calciatori, alcuni, ma si perdono l'adolescenza di fatto ...

Zè Man ha detto...

ci hanno solo dato un 3 a 0!
è uno scandalo noi avremmo vinto almeno 4 a 0!

BimbaMinkia ha detto...

. probabilmente diventeranno dei buoni calciatori, alcuni, ma si perdono l'adolescenza di fatto ...

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esatto, avete mai provato a vedere Ginnaste su MTV?

KarmaKoma ha detto...

esatto, avete mai provato a vedere Ginnaste su MTV?
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proprio l'altra sera con un amico e la mia morosa parlavamo di alberto busnaghi arrivato quarto alle olimpiadi ... praticamente la sera non usciva quasi mai con gli amici ... o quando usciva era per poco tempo ...

Zè Eduardo Love ha detto...

ci hanno solo dato un 3 a 0!
è uno scandalo noi avremmo vinto almeno 4 a 0!

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io ieri ne ho fatte 5 con la mia ragazza altro che Boateng che si è fratturato la mano a forza di menarselo

Scirea ha detto...

come far diventare una partita di pallone una guerra.
viola di merda
potesse cadere il palazzo di piazza signoria ed una scheggia di marmo si infili nei vostri cazzi rinsecchiti brutte merde.

Sudafrica ha detto...

proprio l'altra sera con un amico e la mia morosa parlavamo di alberto busnaghi arrivato quarto alle olimpiadi ... praticamente la sera non usciva quasi mai con gli amici ... o quando usciva era per poco tempo ...

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ero in debito di una risposta un po' più chiara, su un argomento interessante.

Pensavo, innanzitutto, che la domanda fosse specifica e non generica sulla viat dei giovani sportivi.

Diciamo che è una scelta, ovvero per arrivare ad essere un garnde "calciatore"(in questo caso), il ragazzo sa' che i posti sono pochi, pochissimi e che per occuparli dovrà rinunciare a moltissime cose della sua giovinezza/adolescenza.

Ma credo che sia normale, anche io e penso molti di voi hanno rinunciato a cose per fare sport. Io ad esempio vedevo mio fratello che giocava in piazza acalcio con me e poi alle 16 doveva andare ad allenarsi a Nuoto, forse avrebbe avuto più piacere a stare con noi, ma quella era la sua scelta.

Per quello che dico che in un certo senso i ragazzi che fanno calcio, si divertono in definitiva perchè fanno una cosa che gli piace, la scoietà sportiva però gli impone i Doveri che il fare una cosa divertente gli presenta...

...è bello ogni tanto parlare con i ragazzi e sentirli in difficoltà perchè il tempo per studiare e impare/conoscere più cose è limitato a certi orari, soprattutto all'estero la voglia di sapere dei ragazzi è tantissima...

KarmaKoma ha detto...

@sudafrica

trovo pertinente la tua risposta e mi trovo d'accordo, ma se non ho capito male nell'esempio da te riportato e in quello che portavo io di Busnaghi, in questo caso i ragazzi non vivono in famiglia ma sono in un centro per giovani atleti. o ho capito male?

Sudafrica ha detto...

all'estero generalmente vivo nel centro sportivo, ma ci sono anche persone che magari sono del posto che possono stare a casa. Succede spesso in italia.

Percui alle volte fai 80-90 Km per andare al centro sportivo al mattino, oppure alla scuola convenzionata e poi allenamenti, e poi ritorni a casa alle 8-9 di sera...

...non è facile te lo posso assicurare...alla fine quasi tutti si rasferiscono nel centro sportivo (se esiste ed è attrezzato)oppure nel residence.

SJ ha detto...

be' a questo punto la scelta della Juve di aprire addirittura un liceo a vinovo sembra molto azzeccata.
Stanno (credo) lavorando veramente bene in quel di torino sponda Juve

Sudafrica ha detto...

be' a questo punto la scelta della Juve di aprire addirittura un liceo a vinovo sembra molto azzeccata.
Stanno (credo) lavorando veramente bene in quel di torino sponda Juve

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sicuramente è una cosa innovativa, riduce gli spostamenti che sono costosi, pericolosi e stancanti.

Certo che Vinovo non è il "massimo" come vita sociale :-)

KarmaKoma ha detto...

Certo che Vinovo non è il "massimo" come vita sociale :-)
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ma stamane un nostro amico sulla zappa faceva l'inno alla nebbia ... si vede che non ha ancora i reumatismi ... :D

U carcamagnu ha detto...

Clamorosi outing di Matteo Renzi: "Sono bisex e tifo Juve"

Clamorose dichiarazioni del sindaco di Firenze al mensile cittadino Reporter: "Mia moglie ha sempre saputo tutto, ma è una donna dalla mentalità moderna e aperta; vorrei vedere la signora D'Alema come la prenderebbe". "Ho avuto una breve relazione con Mike ai tempi della Ruota della Fortuna". "La Fiorentina? Come sindaco la sostengo, ma il mio cuore è bianconero. Il mio idolo era Beppe Furino." Reazioni sconcertate in città; la lunga intervista sul numero di maggio del mensile distribuito gratuitamente a tutti i fiorentini.

Le agenzie battono la notizia, e Firenze si risveglia all'improvviso dai primi torpori primaverili: in una lunga intervista concessa da Matteo Renzi al mensile "Reporter" (la rivista distribuita gratuitamente a tutti i fiorentini, suddivisi per quartiere di appartenenza), il "sindaco più amato" rilascia delle dichiarazioni a dir poco scioccanti. Ad una domanda dell'intervistatrice a proposito di certe voci che già circolavano insistentemente negli ambienti politici non soltanto fiorentini, Matteo Renzi ha deciso di mettersi a nudo senza reticenze. Riportiamo qui il clamoroso outing:

- Guardi, le dirò con tutta la mia sincerità: sono bisex fin dalle mie prime esperienze sessuali. In questo, probabilmente, l'ambiente degli Scouts ha giocato un ruolo decisivo. Se finora non mi ero deciso a dirlo apertamente, è stato per non fornire facili appigli ai miei avversari esterni e interni in un paese ancora non avvezzo a queste cose, ed anche per tutelare la mia famiglia...lei capisce, con il ruolo politico che ho rivestito prima come presidente della Provincia di Firenze, e poi come sindaco a partire dal 22 giugno 2009, non ritenevo opportuno palesarlo....

U carcamagnu ha detto...

- Signor Sindaco, sicuramente tutta la cittadinanza apprezzerà questo suo impeto di trasparenza, anche per quanto riguarda la sua vita privata...

- Per una persona che riveste il mio ruolo, è necessaria; una cosa che, forse, qualcun altro non deve avere ben capito...

- Si riferisce a Silvio Berlusconi?

- Non soltanto a lui, mi creda. Ma ora come ora non posso dirle altro...Però tengo a precisare una cosa: vorrei vedere come la prenderebbe, che so io, la signora D'Alema. O la signora Fassino se il marito le dicesse d'essere stato assieme a Marchionne.

- Torniamo a lei: come ha vissuto questa sua predilezione per entrambi i sessi nel suo ambiente, particolarmente in quello familiare?

- Mia moglie ne è sempre stata a conoscenza, fin dai tempi del fidanzamento; e, debbo dirle, ha sempre rispettato la mia scelta perché è una donna dalla mentalità moderna e aperta. La cosa non ha mai avuto influenze sul nostro ménage e sulla nostra bella famiglia. Non le ho mai nascosto nulla, a partire dalle prime esperienze...

- Naturalmente non le chiederò con chi sono avvenute...

- Certamente non potrei mai dirglielo, però da questo punto di vista decisiva è stata la mia partecipazione alla "Ruota della Fortuna", il quiz condotto dall'indimenticabile e compianto Mike Bongiorno....

- In che senso decisiva, mi scusi?

- Ho avuto con Mike una relazione, piuttosto breve ma molto appassionata. Mike passava per il campione del conformismo all'italiana, ma in realtà era una persona assolutamente ricettiva verso ogni tipo di esperienza, si veda ad esempio quando scalò il Cervino (era il Cervino, mi sembra...) per pubblicizzare la grappa Bocchino...non si facciano facili ironie, la prego...allora ero molto giovane, ma il pur breve legame con Mike mi ha fatto capire che la sessualità deve essere vissuta nel profondo, senza vergognarsene e anzi approfittando del senso di autentica completezza dato dalla bisessualità. Da questo punto di vista devo dichiarare di essere in piena sintonia, nonostante le ovvie differenze, con quella corrente giovanile...come si chiamano...

- Gli Emo?

- Esattamente. Come lei sa, sono bisessuali.

- Naturalmente non le chiedo altro; mi dica però un'ultima cosa. Ha delle relazioni in corso?

- Una relazione saltuaria con un giovane commercialista pisano, ma ci vediamo abbastanza poco.

- Anche di questo naturalmente sua moglie è a conoscenza...

- Certamente e non mi ostacola, come del resto non ha mai fatto.

- Signor sindaco, lei è altrettanto aperto anche nei confronti di eventuali relazioni bisex di sua moglie?

- Senz'altro, anche se lei non me ne ha mai parlato. Se ne avesse avute, sicuramente lo avrebbe fatto. Le ripeto: in casa Renzi viviamo davvero nel XXI secolo, contemperando il tutto con la nostra fede cattolica. Non ci appartengono né le veteroideologie, né la veterosessualità. Tutte mentalità, mi permetta di dirlo, da...

- Rottamare?

- Esattamente. Come da rottamare sarebbero molte altre cose, anche in questa città.

- Passiamo ad altro, signor sindaco; sul lato Fiorentina?

- Guardi, colgo l'occasione per liberarmi anche da questo punto di vista. Ho sempre tifato per la Juventus.

- Scusi?....

- Ha capito bene. Fin da piccolo sono un bianconero sfegatato, sul comodino in camera mia avevo la foto di Furino...centrocampista roccioso che era il mio non facile idolo....tutti con Bettega, con Anastasi, con Platini, con Bignè Boniek... io invece ammiravo quell'umile lavoratore del pallone, una colonna...

U carcamagnu ha detto...


- Si rende conto dell'effetto di una simile dichiarazione, signor sindaco, in una città come Firenze?

- Me ne rendo conto. I fiorentini potranno digerire la mia bisessualità, ma non la mia juventinità, lo so benissimo. Ma anche qui è in gioco la sincerità che si richiede a un rappresentante delle istituzioni. Sia chiaro: sono fiorentino, e come tale sostengo la Fiorentina senza se e senza ma, ad ogni livello. Ma il mio cuore era, è e resterà bianconero. Del resto, la mia relazione con Mike iniziò proprio parlando della nostra comune fede calcistica, che lui mi giurò di non rivelare...e ha mantenuto la promessa. Caro, meraviglioso Mike!

- Si ripresenterà allo stadio dopo questa dichiarazione?

- Confido nella capacità di comprensione dei fiorentini, anche se è possibile che...

- Che la riducano in polpette?

- È un rischio da correre a viso aperto. Tornerò allo stadio per sostenere la squadra della mia città, come si confà ad un buon sindaco. Tranne in occasione di Fiorentina-Juventus...

Le dichiarazioni di Renzi, come prevedibile, hanno suscitato un autentico vespaio in città. Se l'assessore alla mobilità e al decoro, Massimo Mattei, parla di "autentica rivoluzione copernicana che fa onore all'umanità del Sindaco ed alla sua chiarezza anche sulla sua vita privata", ironico è l'ex "sceriffo" Graziano Cioni: "Parigi ha un sindaco gay, Londra lo stesso, ma a Firenze non ci riesce fare altro che le cose a metà..." Dietro ad un "no-comment" si trincerano altri componenti della giunta Renzi, mentre il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si concede una battuta: "Renzi bisex? Io lo batto, sono trisex". Di fronte alle dichiarazioni del Sindaco, il portavoce dell'Arcivescovo Betori si mostra prudente ma preoccupato: "Aspettiamo di leggere l'intera intervista, ma non possiamo fare a meno di esprimere l'inquietudine che ci attanaglia, tanto più che le dichiarazioni del sindaco Renzi gettano fango sull'istituzione degli Scouts."

U carcamagnu ha detto...

Le dichiarazioni di Renzi, come prevedibile, hanno suscitato un autentico vespaio in città. Se l'assessore alla mobilità e al decoro, Massimo Mattei, parla di "autentica rivoluzione copernicana che fa onore all'umanità del Sindaco ed alla sua chiarezza anche sulla sua vita privata", ironico è l'ex "sceriffo" Graziano Cioni: "Parigi ha un sindaco gay, Londra lo stesso, ma a Firenze non ci riesce fare altro che le cose a metà..." Dietro ad un "no-comment" si trincerano altri componenti della giunta Renzi, mentre il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si concede una battuta: "Renzi bisex? Io lo batto, sono trisex". Di fronte alle dichiarazioni del Sindaco, il portavoce dell'Arcivescovo Betori si mostra prudente ma preoccupato: "Aspettiamo di leggere l'intera intervista, ma non possiamo fare a meno di esprimere l'inquietudine che ci attanaglia, tanto più che le dichiarazioni del sindaco Renzi gettano fango sull'istituzione degli Scouts." Un inaspettato soccorso giunge a Renzi da Franco Zeffirelli: "Questa volta solidarizzo col sindaco di Firenze, ed alla mia età questo mi previene da secondi fini. Un bravo a Matteo: ha avuto coraggio!" Di diverso tenore le dichiarazioni degli esponenti del PDL fiorentino: se il consigliere Alberto Locchi parla di "attentato alla famiglia e, soprattutto, alla Fiorentina", Giovanni Galli ironizza pesantemente: "Mi hanno dato del traditore perché sono andato a giocare nel Milan, ora che diranno? Ma delle sue preferenze sessuali non m'importa." Il consigliere Francesco Torselli parla apertamente di destituzione del sindaco: "Renzi è indegno di rappresentare Firenze, Berlusconi perlomeno va solo con le donne." L'ex candidata alla presidenza della Regione, Monica Faenzi, esprime invece indifferenza, sospettando che dietro alle dichiarazioni di Renzi ci sia l' "ennesima trovata pubblicitaria". Da segnalare infine le dichiarazioni dei tifosi Viola che si ritrovano presso lo storico Bar Marisa del Viale Fanti: "Renzi è un traditore, dopo essere andato da Berlusconi ora vada pure dagli Agnelli così si chiude il cerchio." Soltanto il solito bastian contrario fa presente che il bar Viola per antonomasia si chiama "Marisa", che era il soprannome di Boniperti...

Ich bin ein Berliner! ha detto...

http://www.giornalettismo.com/archives/510665/le-ragazze-piu-belle-delloktoberfest/sexy-oktoberfest-cleavage-girls-35/

birretta 89 ha detto...

maschilisti!

KarmaKoma ha detto...

chi è sto buon tempone che ha fatto sta pseudo intervista :D

KarmaKoma ha detto...

si ma una senza tette non può andare all'oktoberfest ... è come dire che la birra fa schifo ...

Tex Willer ha detto...

qui si rischia di suscitare un vespaio e chi agita e mestola il pentolone è senz'altro impaurito da renzi che può finalmente portare una costola vetusta del vecchio piccì ad una formazione europea socialdemocratica e con grande beneficio per la nazione e la gente che vota i blocchi contrapposti dal 1946 e che finalmente potrà premiare questo o quello di due schieramenti maggiori ed entrambi democratici
non si vuole questo! è evidente! e allora vai di interviste che saranno smentite dall'interessato ma intanto hanno leso la sua immagine e quella di associazioni come quella degli scout nella quale ho militato in giovinezza con grande gioia e apprendimento in una vita a contatto della natura e assolutamente scevra da pruderie sessuali
gli scout non si toccano! ma dalema e veltroni che han passato l'infanzia col colbacco a mosca forse non sanno di cosa si tratti e magari rideranno tutti e due sotto ai baffetti di uno senza stare lì a pensare dove sono cresciuti da piccoli ovvero nella terra della libertà e del sole dell'avvenire

KarmaKoma ha detto...

gli scout non si toccano!
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ma dai che le seghe se le fanno pure loro ... immaginando una coccinella in reggicalze ...

Detari ha detto...

zio ma è ironico
eppoi renzi è il nuovo d'alema
opposizione ad personam

:-D

coccinella 94 ha detto...

mmmmh...buongustai

nicecool ha detto...

cAZZO cARCA TI è ANDATA MALE ANCHE CON rENZI. :DDD

Tex Willer ha detto...

;-))
pochi boccaloni
vi state astutizzando

Tex Willer ha detto...

se il san germano non aveva porcellotti a quest'ora verratti era bianconero infatti chi se lo poteva filare all'estero se non un tennnico italiano

Mark'O ha detto...

ci ha fatto un favore!

Mark'O ha detto...

e vogliamo parlare di (mister) ferrara...mi sembra che non stia faccendo male?...forse non e' quel cretino che si voleva far credere alla juve? (moduli a go go a parte, ma mi e' sempre sembrato ostaggio dei senatori o di qualcun altro..messo li a fare l'allenatore a low cost con una buona porzione di raccomandazione ok, ma forse in un mondo normale non sarebbe stato quella mozarella moscia)

KarmaKoma ha detto...

anche all'inizio con la juve mister moscio era partito bene ...

Mark'O ha detto...

fuori bimbo giak e bimbo joe...dentro marc'h e vuc per me e si vince!

Detari ha detto...

Montella sta piano piano prendendo nel mio cuore il posto di Delione (semi cit.)

nicecool ha detto...

Montella persona eccezzionale. Mi piace sempre di più.


Giovinco a calci nel culo e a chi cazzo l'ha voluto in questa squadra. Conte compreso.

nicecool ha detto...

eccezzzzionale con quarantasette zeta.

Turn over fatto alla cazzo con giaccherini che con il centrocampo centra sega, e con un attacco di cadaveri ambulanti. Marotta colpisce ancora.

Il norvegese farà la fine di Elia e più che per Pirlo il ricambio servirà a Pogba.

Mariello ha detto...

“Non riesco a capire perchè voi italiani avete mitizzato Schiaffino…In quella squadra i veri autentici fenomeni erano altri”.

E’ la sera del 14 marzo del 1981 e chi parla è Gaston Roque Maspoli, tranquillamente secduto al bar del Leonardo da Vinci a Rozzano vicino Milano.

E’ il cittì dell’Uruguay e ventun anni prima era il portiere di quella squadra che fece piombare nel lutto un’intera nazione, il Brasile. Ha la faccia rotonda, tranquilla e distesa, i capelli bianchi. Corposa la simpatia, nitidi i ricordi. “Juan Alberto era un freddo, uno che non aveva particolare grinta. Grande, grandissimo giocatore, ma quel sedici luglio del 1950 per battere quel Brasile, forse la più grande squadra di ogni epoca, la bravura tecnica da sola non sarebbe bastata. Serviva anche il talento, ma c’era bisogno di grinta, di grinta e ancora di grinta. I veri eroi eroi di quella storica gara sono stati altri…”

Maspoli riprende fiato, si versa acqua minerale in un bicchiere, la sorseggia come fosse cognac d’annata, con religiosa lentezza e gesti misurati.

Quando riprende a parlare la voce cambia tono: è quasi tremula, intrisa di nostalgia e commozione. “Noi avevamo vinto ancor prima di scendere in campo, quando l’arbitro tirò in alto la monetina per far decidere chi doveva dare il calcio d’inizio, Varela la prese con una mano e, davanti agli sbigottiti brasiliani la riconsegnò all’inglese Reader. Noi saremo campioni del mondo, disse il nostro capitano, ai brasiliani gli dia la consolazione di battere il calcio d’inizio o di scegliere in quale metà campo giocare il primo tempo…Varela…Ah, Obdulio, lui era la nostra anima. Ricordo che nell’intervallo, sullo zero a zero, appiccicò proprio Schiaffino contro il muro degli spogliatoi e gli rifilò un ceffone: il calcio è per uomini, non continuare a far la signorina…”
-continua-

Mariello ha detto...

Obdulio Varela, il vero autentico Mito per gli uruguayani.

L’ho conosciuto qualche anno più tardi a Montevideo, quasi ridotto in miseria, posteggiatore abusivo in uno spiazzo vicino allo stadio del Centenario. Distrutto dall’alcol e dalla miseria, ridotto a un rottame. Quasi uno zombie, privo di reattività, lui che era stato l’incarnazione della voglia di vincere, di superare ogni avversità.

“La partita con il Brasile? Mi chiedono di parlarne dieci volte al giorno, ormai quasi è sparita dalla memoria…Mi offriresti una birra?” chiede speranzoso.

Anche due, rispondo con gli occhi pieni di lacrime. Penso, chissà perchè, a mio padre e le mani, quando tiro fuori i soldi dal portafogli, mi prendono a tremare.

Poi la voce di Varela mi riporta alla realtà. “Sai, i brasiliani avevano paura di noi. Dopo un minuto Zizinho superò in dribbling Gambetta e andò sul fondo a crossare. Andai dal mio compagno mostrandogli i pugni. Poco più tardi lo stesso Zizinho tentò di fare il bis. Gambetta fece un’entrata da matto e il povero brasiliano finì diversi metri oltre la linea del fallo laterale ricadendo a terra con un pacco flaccido. L’arbitro fischiò il fallo e Gambetta andò verso Zizinho per aiutarlo a rimettersi in piedi. Con i gesti sembrava chiedergli scusa. Con la voce gli sussurrò all’orecchio: la prossima vez te mato…E il brasiliano da quel momento ha cominciato a liberarsi subito della palla per evitare ogni contatto. Era pauroso. Uno così non poteva diventare campione del mondo. No che non poteva…”

Gli occhi di Obdulio riacquistano luminosità, pieni d’orgoglio di rituffano nei ricordi di quell’indimenticabile pomeriggio.

“Negli spogliatoi, prima di entrare in campo l’allenatore Lopez dopo aver spiegato come avremmo dovuto affrontare i brasiliani sul piano tattico: contenerli a centrocampo, palleggiare per procurarci gli spazi e poi partire in contropiede con Miguez, Schiaffino e il velocissimo Ghiggia, dopo aver spiegato tutto questo sul muro con un gessetto, mi lasciò la parola. Dissi soltanto che non potevamo perdere con gente che giocava solo con i piedi, senza cuore e senza cervello. Loro vincerebbero sicuramente se la partita si giocasse sulla spiaggia di Copacabana. Sanno tutto del pallone, noi sappiamo tutto del calcio. Diamogli una lezione. Chi si tira indietro lo meno…”
-continua-

Mariello ha detto...

E’ vero che nell’intervallo mise le mani addosso a Schiaffino? Obdulio Varela si impettisce, si guarda attorno, beve un sorso di birra e mi mostra le mani. “Non ricordo se le ho usate per picchiare Juan Alberto, non ricordo”.

Fa una pausa, forse per farmi capire che sta mentendo, che non può sputtanare uno che l’ha aiutato a diventare campione del mondo, poi riprende: “Se fosse stato necessario per vincere una partita, in campo avrei picchiato anche mia madre. Poi dopo le avrei chiesto perdono in ginocchio piangendo, ma quando c’è da vincere esiste solo un obbiettivo: fare qualcosa più di tutto, qualsiasi cosa per superare l’avversario. E noi al Maracanà facemmo tutto, qualcosa più di tutto e di più ancora”.

E quando i brasiliano andarono in vantaggio non s’insinuò il dubbio che non avreste potuto farcela? “Ma stai scherzando? Sapevamo che quel gol avrebbe moltiplicato la loro presunzione, la loro stupidaggine calcistica. Al Brasile bastava pareggiare e dopo il gol di Friaca si buttarono tutti nella nostra metà campo. Il Maracanà, con oltre duecentomila persone impazzite di gioia, rappresentò il nostro doping. Difendevamo ogni centimetro della nostra metà campo con il cuore, con i denti, con il sangue. Quando Schiaffino pareggiò sapevamo che loro non si sarebbero fermati, anzi…E così accadde. Sembravano invasati, Ademir strepitava ai compagni che gli passassero il pallone, Chico si intestardiva in dribbling provocatori…” E’ vero che a un certo punto Schiaffino prese la palla, la fermò sotto il destro e aspettò Jair dicendogli: “Leccami la palla, negro di merda…”.

Il brasiliano chiese aiuto ai compagni e ne venne fuori una rissa gigante. E’ vero? “Se l’ha fatto veramente la stima che ho di Schiaffino aumenta a dismisura. Si, ad un certo punto i brasiliani sembravano tutti invasati. Persero la testa, smarrirono ogni elementare prudenza e fu sin troppo facile segnare il secondo gol, ancora in contropiede. Con Ghiggia a dieci minuti i poco più dalla fine”.

E poi cosa accadde? “Mi ricordo due cose, i lacci delle mie scarpe e il brindisi di Gambetta con lo champagne dentro la Coppa. I lacci delle scarpe perchè per almeno cinque minuti, cinque minuti che non sono mai passati, ho chinato la testa guardandomi e piedi e rivedendo, all’infinito, gli episodi di quei novanta minuti. Ero campione del mondo, sapevo da giorni che lo sarei diventato, eppure rimasi sorpreso egualmente”

Il vecchio Obdulio è commosso e l’espressione diventa dolorosa, come l’ultima frase. “Sarebbe bello che i sogni non si avverassero mai. Si continuerebbe a sognare all’infinito…Così invece…”

Diventa muto all’improvviso, mi dà una fugace stretta di mano, forte, forte, forte quasi a stritolare la mia, mi gira le spalle e si allontana tristemente senza voltarsi indietro.

L’andatura ingobbita e l’impossibilità di sognare ancora perchè il sogno non esiste più.
fine.

KarmaKoma ha detto...

pubblicato il Berto