
Gaetano Scirea morì il 3 Settembre 1989 in un drammatico incidente stradale a Babsk in Polonia. Le prime informazioni giunsero in Italia la sera tardi, durante la Domenica Sportiva e fu Sandro Ciotti a comunicarne la scomparsa. Un dolore immenso che a distanza di 31 anni non accenna a diminuire, anzi sembra amplificarsi nelle lunghe pieghe del tempo.
Abbiamo scritto e detto tutto di questo uomo nato calciatore, Lui che faceva della modestia una virtù sopraffina, Lui che quando gli dissero ti ha preso la Juventus pensò ad uno scherzo e che nei suoi quattordici anni di lungimirante carriera bianconera commentò così l’arrivo dello ‘svincolo’:
"Certo che avrei potuto anch’io, con l’arrivo dello svincolo, spuntare contratti faraonici, ma di squadre come questa ce n’è una sola"
Il capitano bianconero non è mai stato un personaggio, arrivò alla Juve per raccogliere l'eredità di un libero come Salvadore, doveva dirigere una difesa del calibro di Morini, Cuccureddu, Furino e Zoff.
Gaetano Scirea, senza mai suscitare clamori ha lottato, vinto e messo in bacheca: sette scudetti, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa Uefa, un mundialito per club, una Supercoppa, e un titolo di Campione del Mondo. La classe di chi vince soprattutto in silenzio senza cercare le copertine dei giornali.
Avevo 7 anni quando lo vidi giocare per la prima volta da allora i miei sentimenti rimasero immutati nel tempo e non mi stanchero' ma di ripetere che lui è riuscito nell'impresa impossibile di trascinare nel campo di gioco quella grandezza umana propria dei grandi fuoriclasse. Fu mio padre a darmi la notizia quel tragico giorno, fu un pugno dritto nello stomaco la dimensione reale di un dispiacere sportivo e umano senza confini.
Oggi, 25 Maggio 2010, Gaetano Scirea, avrebbe compiuto 57 anni. Il suo doloroso ricordo nelle sue straordinarie parole.
“Ho rubato qualcosa a ciascuno dei tecnici che ho avuto. Da Parola la capacità di responsabilizzare i giovani, da Trapattoni la capacità di tenere unito lo spogliatoio, da Marchesi la serenità. E da Bearzot quella straordinaria umanità che è la base di ogni successo.”
“La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte”.
Ciao Gaetano. Ti voglio bene, sempre.
- NiceCool -