Ormai per tutto l'ambiente-calcio, giornali, tifosi, trasmissioni Tv, è dato per fatto il passaggio del tecnico del Napoli alla Juventus. Vista la situazione mi pare il caso di approfondire ed illustrare meglio le conoscenze di Mazzarri, il suo pensiero tattico, i suoi sviluppi e flussi di gioco.
LA CARRIERA
Dopo una carriera da calciatore durata circa 15 anni sui campi da gioco, come centrocampista, nel 1996 a 35 anni inizia ad "annusare" la panchina collaborando con Ulivieri, facendogli da secondo, nel leggendario Bologna e poi nel Napoli. Dopo esperienze abbastanza felici in serie minori(acireale e Pistoiese) nel 2003 gli viene offerta la panchina del Livorno, in Serie B. Con la squadra della sua città riuscira' a conquistare la promozione diretta in Serie A. L'anno successivo il colore(amaranto) è lo stesso, cambia la latitudine: è la volta della Reggina e tre anni di grandissime soddisfazioni; il primo anno ottiene un decimo posto storico, il secondo anno una salvezza tranquilla. Nella stagione 2006-2007, dopo le vicende di Calciopoli, la Reggina viene penalizzata di 11 punti. Sembra spacciata ma Mazzarri sarà l'artefice di un'impresa storica, riuscendo a salvare la squadra nonostante la pesante penalizzazione, con una media punti a tutti gli effetti da primi 7 posti.
Dopo tre anni a Reggio calabria, arrivano offerte di squadre più blasonate: Mazzarri firma nel 2007 con la Sampdoria con cui conquistera' la UEFA, sfiorando la posizione Champions. Nella stagione successiva, quella 2008-2009, un campionato anonimo viene compensato dalla finale di Coppa Italia persa ai rigori contro la Lazio di Delio Rossi. Proprio in questi giorni maturano delle divergenze con la società, in particolare con il dg Marotta, e Mazzarri lascia la Sampdoria. Ad ottobre del 2009, in seguito allo sciagurato inizio di stagione di Donadoni sulla panchina del Napoli, Mazzarri gli subentra con un contratto da 1.2 milioni l'anno. Sotto la sua guida il Napoli risale la china, terminando terzo dopo il girone d'andata, ed al quinto posto con qualificazione in Europa League alla fine del campionato. In questa stagione Mazzarri firma il record di punti per il Napoli, 59, e il record di risultati utili consecutivi, 15. La stagione attuale lo vede in lotta per lo scudetto quasi fino alla fine, e secondo le statistiche risulta che Mazzarri è il migliore allenatore del Napoli da quando ci sono in palio i tre punti per la vittoria.
LA FILOSOFIA TATTICA
Il Modulo
L'accostamento Mazzarri-difesa a 3 è ormai risaputo, ed in effetti non mi risultano esperienze in cui questo allenatore non abbia utilizzato la difesa a 3. si potrebbe definire come "integralista" di questo modulo ma c'è da dire che Mazzarri è un allenatore che con il 3-5-2 ha sempre fatto bene.
Sono riscontrabili delle leggere varianti di questo sistema di gioco, sia nella fase di possesso che nello scaglionamento difensivo. Si passa dal 3-5-2 con un mediano puro(Palombo) davanti alla difesa alla Sampdoria, al 3-4-1-2 di Reggio Calabria con Vigiani trequartista, fino ad arrivare ai due giocatori(Hamsik e Lavezzi) tra la linea di centrocampo e difesa avversaria, ovvero al 3-4-2-1 del Napoli. Riassumento possiamo dire che il "modulo mazzarriano" prevede la disposizione in campo di 3 difensori puri, quattro centrocampisti e 3 giocatori di pure caratteristiche offensive, "scaglionati" poi dall'allenatore in maniera più congeniale e conveniente alle loro caratteristiche.
Le caratteristiche dei giocatori
Nei trascorsi di Mazzarri, seppur(come già detto) l'utilizzo di diversi giocatori abbia portato delle modifiche all'intepretazione del modulo, si possono inquadrare alcuni ruoli interpretati da giocatori con caratteristiche "fisse", o meglio, simili.
-La linea di difesa, come già sottolineato, a 3, prevede l'utilizzo di un centrale con caratteristiche da "marcatore" in mezzo, e due centro-laterali con caratteristiche più di impostazione. Risulta importante questo aspetto in fase di costruzione dove -come vedremo- un difensore "esce" dalla linea di difesa per garantire la superiorità numerica nel giro-palla con i centrocampisti.
-A centrocampo, importanti sono le caratteristiche dei due "tornanti" laterali, dotati di grande corsa e resistenza. Mazzarri ha sempre ritenuto importante giocare sulle fasce ed "aprire" il gioco sui laterali, che devono dare "linfa" vitale all’azione offensiva, per poi rientrare in posizione il prima possibile. Con Mazzarri, in effetti, molti giocatori in questo ruolo si sono messi in luce, da Mesto a Modesto nella Reggina, passando a Ziegler, Stankevicious e Maggio a Genova. Lo stesso Maggio si è ritrovato a Napoli, e con Mazzarri ha raggiunto una maturazione a livello internazionale diventando uno dei migliori interpreti nel ruolo.
I mediani utilizzati da Mazzarri fin'ora sono più legati a caratteristiche difensive ed al reparto di difesa, intelligenti nell'interdizione ma anche ordinati nel gioco(pur non essendo un "riferimento" in fase di costruzione).
-In attacco, Mazzarri ha presentato diverse variazioni, a volte con l'utilizzo di due punte vere più un trequartista, a volte con un'unica pedina in posizione più avanzata. Negli ultimi tempi si è messa in luce la figura del trequartista "atipico", un giocatore polivalente, molto mobile. Non quindi il trequartista classico, ovvero quello estremamente tecnico e
molto solista, ma un giocatore che si integri nei movimenti pre-organizzati e che con le sue "tracce" scateni altri movimenti.
Il "pensiero" tattico e l'atteggiamento
"Se si vuole volare alti bisogna sacrificarci tutti"
E' un virgolettato di Mazzarri, che riassume a pieno la sua filosofia. Ed in effetti non è un allenatore che va tanto per il sottile, nè con i suoi giocatori nè con i suoi dirigenti(e neanche con gli arbitri mi viene da aggiungere). Un carattere forte, diretto, tanto da risultare "antipatico", un pò come Marcello Lippi.
La parola fondamentale è il "sacrificio" e questo è riscontrabile nell'atteggiamento in campo della sua squadra, che in fase di non possesso fa accorciare anche gli attaccanti. Tutti, in fase di non possesso-palla, devono tornare dietro la linea immaginaria del pallone. Ci si difende a pieno numero, con tutti gli effettivi, a partire dal Cavani di turno che deve dare il buon esempio.
I flussi di gioco in fase di possesso palla
La dovuta premessa è che ogni squadra, una volta scesa in campo nei 90minuti, lascia volente o nolente spazio all'improvvisazione ed anche alla giocata-invenzione del singolo. Ogni allenatore lavora però per mettere in condizione i propri giocatori di esprimersi al meglio mediante schemi preordinati e situazioni di gioco particolari, ed anzi, ogni squadra che "gioca bene" ha un'organizzazione maniacale dietro. Anche nel Napoli che sta facendo molto bene, ed in Mazzarri sono riscontrabili alcune azioni-tipo. Cavani, ad esempio, pur essendo un grande giocatore "non è Maradona" ed ha bisogno di un lavoro particolare per essere "innescato" e per esser portato alla finalizzazione/conclusione.
Come già detto il Napoli si "difende in 11" e questo permette di giocare in ripartenza, quasi "regalando" spazio all'avversario che avanza e che al contempo ne lascia dietro di sè favorendo quindi, una volta riconquistata palla generalmente dai mediani, un gioco velocizzato, a 2 tocchi, che ha l'obiettivo di servire gli attaccanti più veloci per effettuare la transizione. E' un gioco classico, diventato un must nel calcio moderno, bravo è stato Mazzarri ad attuare questa sorta di "trappola" che invita l'avversario a giocare ed a scoprirsi.
Oltre a voler giocare il contropiede per esaltare i suoi attaccanti, e alla capacità di ripartire con buona efficacia sul lato, a "squadre schierate" il discorso ovviamente cambia. In fase di costruzione, a metacampo, s'è già detto dell'importanza dell'uscita palla al piede di un centrolaterale, che nella maggior parte dei casi serve sui piedi, rasoterra, la punta esterna, quest'ultima andatagli incontro dopo un contromovimento lungo-corto. La posizione della punta esterna è centro-laterale, per cui sarà possibile il servizio verso il tornante sul proprio lato(che avrà guadagnato la profondità) o la "girata" verso il centro del campo per l'altro attaccante. Generalmente quest'ultima è una situazione-tipo che viene sfruttata per il cambio di gioco sul lato debole e quindi sull'altro tornante.
Già da qui si capisce l'importanza dei due giocatori sulle fasce, come già accennato, e la grande capacità di portare al cross con apprezzabile continuità i due tornanti.
Le "tracce" degli attaccanti a questo proposito sono quasi sempre interne, a tagliare al centro, o con movimenti a "mezzaluna" o a pendolo, questo proprio per creare spazi in profondità per i giocatori laterali.
un'atra situazione che Mazzarri tende a creare in attacco, soprattutto in situazioni ed in momenti-chiave della partita, è quella di contrastare le difese a 4(quindi con soli 2 centrali) alzando tutti e tre i giocatori offensivi, costringendo quindi alla "presa" 1vs1 la linea avversaria. Attaccando con più uomini in zona alta riesce spesse volte a contrastare la linea difensiva avversaria, schiacciandola, ed obbligando un centrale a gestire la profondità. Le situazioni create in queste occasioni, specie su ribattuta/seconda palla, sono numerose.
La Fase di Non-possesso palla
I vantaggi della difesa a 3 in fase di non possesso palla sono risaputi e già illustrati più volte, ma riassumendo possiamo dire che la difesa con 1 centrale e due centrolaterali ha il privilegio di "unificare" i vantaggi della vecchia marcatura a uomo con la capacità di occupazione degli spazi di quella zona.
La maggior parte delle squadre utilizza infatti 2 attaccanti, che risultano quindi "vinti" numericamente dai tre centrali. In più i due centrocampisti esterni all'occorrenza difendono a zona le corsie laterali, con le opportune diagonali difensive e scalate.
Una buona organizzazione difensiva Mazzarri la ottiene quindi lavorando sui tre centrali, i due giocatori laterali ed i due mediani. Non sono previsti meccanismi particolarmente complicati se non, su situazione di gioco in palla estrerna, il "rientro" dell'esterno sul lato debole a formare quasi una linea a 5, ed il lavoro in copertura preventiva di un centrale che va a formare il triangolo difensivo, la "V" di copertura. La scalata difensiva negli attacchi centrali risulta vitale in quanto se uno dei difensori viene superato in dribbling, il giocatore in copertura interviene, scalerà alle sue spalle per ricostruire la copertura difensiva.
Mazzarri lavora molto su 4 principi di tattica individuale in fase di non possesso, con allenamenti situazionali:
-presa di posizione
-difesa della porta
-marcamento
-contrasto
Nella "presa di posizione" il difendente deve posizionarsi in modo da avere una direzione di "rientro" verso la nostra porta. "Tra la palla e la porta" è la frase classica che usano gli allenatori per esprimere meglio il concetto e farlo capire agli allievi. Nella "difesa della porta" quindi si deve cercare di proteggere lo specchio della stessa(per aiutare il portiere) esercitandosi a non girarsi di schiena ed avere sempre gli occhi sul pallone, al contrario si rischierebbe di essere saltati in dribbling dall'avversario. Il "marcamento" è a zona e valgono tutti i principi che prevedono la responsabilità della zona di campo assegnata in funzione della palla, degli avversari e dei propri compagni.
Il contrasto deve essere eseguito frontalmente, deve essere diretto oppure indiretto(anticipo/intercettamento), in seguito alla messa in zona d'ombra dell'avversario.
CONCLUSIONI
Concludiamo "l'infarinata" con le impressioni personali. Di certo la carriera di Mazzarri, fin'ora, parla per lui. Pur non avendo alcun titolo in bacheca è un allenatore che ha sempre fatto quello che gli si chiedeva e spesso è andato anche aldilà degli obiettivi preposti dalla società. Ne è dimostrazione tutto quello che ha fatto a Reggio Calabria, con la Sampdoria e con il Napoli.
Anche caratterialmente, pur non vivendo dentro al suo spogliatoio, quello che traspare all'esterno è l'abilità di gestione dei giocatori, il "polso", e la carica psicologica: lo dimostrano anche i risultati ottenuti dal Napoli negli ultimi minuti di gioco, i goal segnati agli sgoccioli della partita. Probabilmente ha la testa giusta per gestire un gruppo importante ed è un allenatore che plasma la squadra anche dal punto di vista caratteriale.
I dubbi sorgono sull' "intergralismo" del suo sistema di gioco, e sulla possibile difficoltà di adattamento in una Juventus attuale, che non ha i giocatori adatti. Si è già parlato del lavoro sulle fasce dei "tornanti", e sarebbe difficile chiedere a Motta, Grygera, etc, il lavoro che fa un Maggio. Stesso discorso per un Chiellini al quale non sono attribuibili compiti di impostazione, oppure ad un Del piero fare il lavoro di Lavezzi. Melo non sarebbe il mediano giusto per Mazzarri, visto che in quel ruolo lui richiede "pacatezza", mordere si ma con coscienza e soprattutto un gioco veloce e semplice una volta riconquistato il pallone. Gargano è in effetti un grande "regista di ripartenza" divenuto con Mazzarri uno stratega del ruolo.
Sarebbe quindi necessaria un'ennesima rivoluzione, con 4-5 giocatori al posto giusto, non si esclude di certo che possa fare un buon lavoro se il lavoro in sede di mercato sarà intelligente, competente ed azzeccato, acquistando le pedine giuste al posto giusto.
- Mister Baggio18 -