MISTICO HAPPEL JUVENTUS MINKIA CLUB


Il blog del tifo juventino mistico happelliano

... Guida cosmica per juventini vagabondi ...
qui la mischia è ordinata ...
qui si tengono le castagne, la sopressa de casada, il lardo ed il vino buono

... contiene espressioni di superbia,
arroganza, vi sono le parolacce e le donnine no perchè se le vede la moglie...

... il calcio per il resto è sempre lo stesso ...
22 koglioni in mutande che corrono dietro ad un pallone del kazzo ...

Se ne consiglia la visione a Juventini Superdotati ...



Visualizzazione post con etichetta Minchioni ma non troppo (l’angolo del revisionista). Mostra tutti i post
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martedì 9 febbraio 2010

Allegro ma non troppo di 1x10Em



Il Rinascimento non è il frutto di chissà quale motore intellettuale. Semplicemente i fiorentini, fino a quel periodo dediti al commercio ed all’attività di banchieri, si trovarono improvvisamente nelle condizioni di non poter più far fruttare dette attività. Infatti i crediti da esigere erano principalmente sotto forma di interessi da riscuotere verso Inghilterra e Francia, ma essendosi tali due nazioni spolpate di ogni liquidità nella famosa Guerra dei Cent’anni (che in realtà furono 116) entrambe dichiararono bancarotta e che non avrebbero pagato i loro debiti. E’ la stessa guerra che ha messo in ginocchio i fiorentini anche sul ramo del commercio. La loro abilità era infatti nella lavorazione della lana, ma essendo che anch’essa proveniva dall’isola britannica e specificatamente dalle pecore inglesi, ecco che il patatrac è fatto.
Il bisogno aguzza l’ingegno ed esorta alla flessibilità, e così data la grande disponibilità di marmo in terra toscana, ecco che comincia il Rinascimento…
Procedendo per paradossi e forzature come quella appena descritta, il primo dei due brevissimi saggi del libro di Cipolla, “Il ruolo delle spezie nelle sviluppo economico del Medioevo”, arriverà ad individuare nel pepe il motore principale che ha portato la Storia dalla caduta dell’impero romano d’Occidente fin fuori dagli anni bui del Medioevo.
Niente di più che un “divertissement”, come del resto si specifica nella prefazione del libro, con qualche leggerissima sfumatura anticlericale. Tale deve essere interpretato anche dal lettore per poterlo trovare un piacere e non disgustoso. Personalmente ho sorriso e sfogliato pagine con piacere, richiamando anche qualche passaggio storico, operazione che male non fa.
Il prologo di tutto il libro, dello stesso Cipolla, mette in guardia sulla differenza tra umorismo (ridere con gli altri, operazione brillante e virtuosa) ed ironia (ridere sugli altri, operazione quindi che può ingenerare tensioni). In questo primo racconto in verità ho però rilevato alcuni passaggi più tendenti al sarcasmo che non all’umorismo (ma non sempre la differenza è così marcata: a volte anzi è talmente sottile che in fondo, in mancanza di spiegazione dell’autore, è la sensibilità del lettore a decidere in quale delle due classi può essere catalogata).

“Le leggi fondamentali della stupidità umana” non merita invece di essere banalizzato in alcuna recensione: merita solo di essere letto.
Leggero e profondo insieme, scientifico ed irrazionale, diventa epico quando trasforma graficamente e traspone in metodo scientifico la dimostrazione della regola aurea o terza legge fondamentale della stupidità umana: “Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita”.
I corollari e le ultime due leggi che ne discendono sono impagabili e sfido chiunque a confutarle.

Carlo Maria Cipolla è un mio concittadino (era, è mancato nel 2000), ed ha insegnato anche nell’Università degli Studi di Pavia. Storico economista celebre internazionalmente, ha scritto numerosi libri, su uno dei quali (Storia Economica dell’Europa Pre-Industriale) ho piacevolmente preparato una parte dell’esame di Storia Economica sostenuto illo tempore…

martedì 29 dicembre 2009

Il ritorno di Bobby Moggi Gol


Torna Bettega evviva!!
Alleluja, io solo so quanto l'ho
atteso e quanto ho fatto in termini di propaganda: dal
portare un banner che lo invoca da 3 anni, dall'aprire
il gruppo Amici di Bettega su Facebook, dall'indicarlo
in tutto questo tempo come il "Salvatore della Patria",
il figliol prodigo, colui che torna.

Già ma dove torna e
cosa trova c'è da chiedersi
e in quest'ottica tutto il mio
entusiasmo, le aspettative di rivincita e rivalsa sono
oggi, che la cosa è fatta e ufficiale, non più rosee ma
offuscate dai più tristi pensieri.
E' strano ma è adesso
la sensazione che mi corre dentro come un brivido e
l'interrogativo - riuscirà a mettere in piedi la baracca? -
mi attanaglia da una decina di giorni, da quando dal nulla,
dal dimenticatoio, dalla zona d'ombra è riapparso con
un perentorio "Juve ti sposo per amore".
Dei suoi sentimenti c'è poco da discutere e tanto meno
da dubitare ma ho l'impressione che la "premiata ditta
simpatia" abbia voluto accontentare la piazza e l'ha fatto
"riesumando" una "bandiera" tra le più antipatiche nel
vasto mondo degli anti juventini.

Una contraddizione??
o un preciso piano per addossargli le future inevitabili
difficoltà??
In questo senso voglio mettere in guardia
il nostro Bobby dalla possibilità che possa diventare un
nuovo coperchio, un parafulmine a una gestione scellerata
e conclamata che stando ai giornali lo vorrebbe come
uomo di raccordo tra la medesima, scellerata, e uno
spogliatoio che andrebbe "spogliato" di tanti vecchi e inutili
"orpelli" e rinforzato con forze ed entusiasmo giovani.
Quali saranno i suoi poteri effettivi e in che modo potrà
muoversi è tutto da decifrare nella speranza che sappia
di suo tracciare le dovute linee per un futuro che non
sia di semplice galleggiamento ma di effettivo protagonismo.

E' difficile, io al suo posto non mi sarei immischiato con
questi,
ma non posso certo esimermi dal sostenerlo e
fargli i miei/nostri più sentiti AUGURI di buon lavoro e
BUON ANNO di rinascita.


- Zio Minkia -

venerdì 4 dicembre 2009

Ti voglio bene mamma. di 4M+1M di mammone ...




E’ il primo pomeriggio di un sabato di fine novembre.
Moglie e figlia “grande” sono in camera mia, che dormono nel lettone.
Fuori la classica giornata uggiosa, malinconica, della Bassa pavese. Nebbia, pioggerellina, poca luce. L’atmosfera crepuscolare è acuita dai notturni e polacche di Chopin, che dallo stereo in salotto, a volume medio-basso, avvolgono la sala.

Le note mi giungono all’orecchio mentre misuro e peso quei miracolosi 53 centimetri e 6 kilogrammi che si dimenano tra le mie braccia, in bilico tra la luce del giorno e le braccia di Morfeo. La guardo, la tocco, la bacio, come per fermare il tempo e imprimere per sempre dentro di me l’esatta percezione di quel peso, quella lunghezza, e i suoi respiri. Perché farò a mala pena in tempo ad accorgermene, domani è già è qui, e ormai ho la consapevolezza di come in tre anni quei 6 kilogrammi diverranno 15, non si addormenterà più tra le mie braccia, comincerà a parlare e reclamare la sua indipendenza, in un susseguirsi irrefrenabile di nuove scoperte e nuove conquiste ognuna straordinaria nella sua unicità. Ed io e mia moglie con il compito stupendo e così importante di esserne spettatori sì, ma tutt’altro che passivi.


Penso ai miei anni di liceo, ognuno di essi mi sembrava durare un lustro.
E ora questi tre anni sono volati come fossero tre mesi.

E’ una giornata importante e fortunata, la mattina abbiamo avuto conferma che la pre-iscrizione per la scuola dell’infanzia (ai miei tempi si chiamava asilo, comunque…) è stata accettata, e nostra figlia potrà crescere e studiare nell’istituto che fortemente volevamo mia moglie ed io. La direttrice convoca un’assemblea con tutti i genitori dei futuri “piccoli” di quelle classi d’asilo che riscopro saranno composte da “piccoli”, “mezzani” e “grandi”. Ci racconta come funziona la scuola, quali sono i principi a cui si ispira, le attività che faranno i bambini, e la composizione della giornata.

Il mio cuore si stringe, otto ore in autonomia, con gli altri bambini, ad imparare, a crescere, a sviluppare sempre più quella autonomia che già sta conquistando e fortemente dimostrando di cercare.


E’ il nostro compito, la nostra realizzazione sarà quella di vederla un giorno indipendente, salda sulle proprie gambe, capace di scegliere, sbagliare, rialzarsi, osare, costruire, distruggere, ricostruire, amare. Costruendosi un bagaglio di idee che non necessariamente saranno le mie, ed io dovrò essere capace di non rammaricarmene, ma inorgoglirmi della sua capacità di essere indipendente e unica come persona. Dovrò esserci sempre quando mi vorrà, cercare sempre e comunque di trasferirle i valori e i principi, perché su quelli non si può scendere a patti, ma sempre ricordando che dovrò “rispettarla”. Lei (e a ruota sarà il turno dei 6 kili che ho in braccio) è mia figlia, ma questo non può e non deve tradursi in un “mia” di cieco possesso che possa ostacolarne il pieno ed autonomo sviluppo.


Tutto questo mi turbina nella testa, questi tre anni che sono sembrati tre mesi, chissà come voleranno i prossimi. Struggente malinconia di un amore senza pari, fatto di emozioni, fisicità, e tanta responsabilità. Emozioni e responsabilità nessuno potrà mai togliermele, ma per la prima volta, forse, avverto con una fitta in tutto il suo significato la consapevolezza che ogni giorno di più, fino a quando si formerà il suo nido famigliare, quella fisicità sarà sempre, inesorabilmente, un pochino meno di quella del giorno prima…


Impugno il telefono e chiamo allora lei. Lei che fin dall’inizio della mia adolescenza ho compreso vivesse diversamente da me molte cose, e quante lotte abbiamo fatto. Lei che mi ha cresciuto, che mi teneva nel lettone a cantare il musical di “hair” e mi faceva ballare quando i tre anni li avevo io. E ha dovuto accettare tutte le mie ribellioni. Tante, perché ho sempre mal sopportato i rigidi copioni sempre cercando la mia strada, frequentemente frainteso (per la verità più a scuola che non in famiglia) come eccessivamente anticonformista e talvolta persino come indisciplinato.
Lei che oggi vedo una volta sola alla settimana, e in quell’occasione è rapita dalle mie figlie. E che in settimana, praticamente, non chiamo mai.


Evidentemente legge il mio nome sul display del telefonino, e risponde come sempre: - Amore, cosa c’è?-
- Ti voglio bene mamma.-
Era un po’ che non glielo dicevo. Non saprei dire quanto sia quel “po’”, ma ho l’improvvisa coscienza che quel “po’” sia in ogni caso decisamente e colpevolmente troppo.
Si emoziona, le spiego la mia telefonata, le si rompe la voce ricordando (tempi ben diversi) il mio primo giorno d’asilo e la sua sofferenza. E mi ringrazia, per questo “ti voglio bene” gratuito che mi dice valere più di qualsiasi regalo di Natale.
Lo ribadisco, mentre chiudiamo la breve telefonata.
Mi risponde scimmiottando il giochino che facevamo da piccoli: - ti voglio bene-, le dicevo, -io di più- mi rispondeva, ed io allora indispettito dicevo –mamma, è diverso-
Stavolta non le rispondo.
Lascio cadere la telefonata con quel “io di più”.
Ormai lo so.
Ha ragione lei.

giovedì 8 ottobre 2009

La solitudine dei numeri primi: letto da 4M



Sbaglio o è passato un po’ tempo dall’ultima recensione letteraria qui tra minkioni?
Bene, allora ci penso io.
Sono sempre stato un avido lettore, e anche discretamente onnivoro. Certamente ho le mie predilezioni: principalmente classici (con una forte propensione verso gli anglo-americani, anche se la mia vera passione è Dostoevskij), saggistica e matematica. Normalmente evito come la peste i best-sellers di nuova generazione (a parte lo Stephen King fino a Dolores Claiborn), per una mia forma di snobismo che del resto ho anche in campo musicale, dove rifiuto in linea di massima il genere commerciale. Tuttavia non si può disprezzare ciò che non si conosce, per cui ogni tanto cedo in tentazione. A volte va bene, a volte un po’ meno.
Siccome poi a caval donato non si guarda in bocca, i regali vanno cosumati, e così settimana scorsa mi sono letto il fresco fenomeno letterario nostrano “La solitudine dei numeri primi”, regalatomi questa estate da un amico per il mio compleanno.
Quando l’ho letto, che in teoria non ho tempo?
Ma il tempo si trova. Ad esempio in pullman la mezzora di viaggio per andare a lavoro. E poi le notti quando Quarta M deve dormire…lei ci sta su un braccio solo…l’altro può leggere il libro…mai sottovalutare certe occasioni…contemporaneamente accade infatti che a) a leggere a voce alta Quarta M si addormenta, b) si fa della ginnastica e si sviluppa la coordinazione, visto che bisogna camminare avanti ed indietro mentre leggi e sorreggi i pesi diversi con le due braccia, c) coccoli la bambina, d) soddisfi la tua fame culturale. Perché devo andare a lavorare, se no sarei sicuramente in grado di inventarmi anche e) f) e g)…il punto che preferisco :-).

Ecco la mia recensione.

Il libro si lascia leggere senza opporre resistenza, in alcuni punti avvince al punto da non volersene staccare. Credo che questo, considerata la giovane età del suo creatore, sia già un considerevole successo.Ho apprezzato molto i tanti richiami per analogia con il mondo della matematica, probabilmente influenzato dal fatto di avere io stesso un solido background in quella direzione.Efficaci molti passaggi descrittivi, forti e immediati.Per concludere l'elenco degli aspetti positivi riscontrati nel libro va sottolineato che esso, pur peccando considerevolmente in fatto di approfondimento, induce a riflettere.Complessivamente lo reputo comunque niente di più che un'opera prima.Se è accettabile che l'approfondimento psicologico sui due protagonisti non sia inadeguato ma non si spinga neppure oltre una certa soglia, i personaggi secondari sono eccessivamente mediocri, per nulla approfonditi e terribilmente stereotipati. Dovessi scegliere un paragone cinematografico, ricordo il Muccino di "Ricordati di me". La natura umana è certamente corruttibile, ma alla fonte è limpida e trasparente, e sebbene nulla possa rimanere immacolato, non necessariamente tutto il buono deve essere stuprato senza possibilità di redenzione. L'inettitudine attraversa tutti i padri e le madri di questo racconto, e il gelo di Torino è il gelo del parco dove Michela viene abbandonata, della neve in cui è immersa Alice, della Scandinavia dove si rifugia Mattia.Ma il mondo non è solo gelo, c'è anche Amore, e se è accettabile che questo venga respinto dai due personaggi soli come numeri primi gemelli, non è pensabile sia escluso da tutto il contesto della vita.Per Amore si può comunque sbagliare. Ma non si resta a guardare. Mentre tutto e tutti, nel libro, restano spettatori senz'anima della lotta di Mattia e Alice.La capacità di sintesi ed il talento, in definitiva, mi sembrano spiccare in questo ragazzo chiaramente dotato di fine intelletto e versatilità. Spero che in futuro sappia incanalare questi doni verso nuovi risultati letterari, chissà dove magari ci sia spazio per il riscatto e per il riconoscimento della vita come un dono. Naturalmente questa non va intesa come "critica", giacchè ognuno scrive ciò che crede. Semplicemente, nel relativismo dei valori che pervade la società attuale, è facile, anche nel campo artistico, indugiare nel sempreverde NICHILISMO, in cui spesso il libro cade (e scade!).Più difficile, nella storia di ognuno di noi e anche nelle forme d'arte, andare oltre...Mi auguro sia una strada che l'artista possa scegliere in futuro, sono certo che saprebbe percorrerla non con meno successo...


- Mason Merton -

martedì 25 agosto 2009

The silence of the Lambs...


Eppur si muove…

Silenzi e sospetti sulla famiglia Agnelli, la più potente nella storia d’Italia, fanno parte del dna del nostro paese.
Ora però sembra che qualcosa si stia muovendo nel senso di lacerare quella pesante coltre di fumo oltre la quale nessuno aveva mai osato penetrare, nel timore dell’onnipotenza della famigghia.

Perché e cosa sta realmente dietro a tutto questo?
Trovare certezze dietro a tutto ciò francamente pare impresa impossibile.
Avanzare dubbi, porsi domande, e cercare di capire, certamente sì, ognuno di noi lo può fare.

L’agenzia delle Entrate indaga, i quotidiani finalmente si interrogano.

Sul quotidiano “Libero”, a partire da mercoledì scorso, giorno dopo giorno si stanno pubblicando i capitoli del libro mai edito di Gigi Moncalvo, al quale Margherita Agnelli de Pahlen, figlia di Gianni e sorella dello scomparso Edoardo, aveva concesso dichiarazioni, accesso a documenti e carteggi riservati.

Tralasciando predisposizioni politiche ed eventuali stime o disaffezioni per un giornalista come Moncalvo, credo sarebbe lecito che la curiosità insorgesse in ognuno di noi.

Come italiani certamente, e perché no, come juventini.

Il libro doveva essere pubblicato da Longanesi, ma la pubblicazione non ha mai visto la luce del sole…

Alcuni capitoli segreti stanno trovando spazio in esclusiva sulle pagine di GiulemanidallaJuve, associazione della quale Moncalvo è sempre stato amico.

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=11b51879bb03eb0b

http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/articoli_dettaglio.asp?id=348

Non parlo di farsopoli su questo blog da mesi, né ho intenzione di farlo ora.
Pensavo che magari, anche solo per curiosità e cultura personale, potesse interessarvi.

Vostro affezionatissimo e non affamatissimo

MM

venerdì 27 febbraio 2009

FORZA MISS MASONMERTON!!


In bocca al lupo di cuore alla signora MasonMerton, che cedendo alle fosche lusinghe dell'infojato marito è incorsa in una nuova generazione di vita...

Forza signora MasonMerton, concgratulazioni, ma soprattutto... SI RICORDI CHE TUTTO CIO' PASSA!

Me lo ha assicurato una mia amata cugina, Lucia, che ha tre femmine.
Verso i dieci anni si sistema tutto e le cose cambiano.

In peggio.

IN OGNI CASO UN ABBRACCIO VERO A TUTTA LA FAMIGLIA!!!! ^___^

mercoledì 28 gennaio 2009

Caino & Caino


Visto che la vicenda è calda anche perchè per tale motivo potrebbe essere sospesa l'amichevole Italia Brasile,
e visto che ci sono amici che si rompono il didietro per dimostrare l'innocenza di Moggi,
ecco una sinossi del CASO BATTISTI di cui tutti sanno poco o nulla.

FAQ sul caso Battisti, a cura di Valerio Evangelisti

Meditate, gente... meditate....

ps: perchè la locandina di Puerto Escondido? Perchè pare che il personaggio interpretato da Bisio in questo film sia trasposizione della vicenda personale di Battisti rifiguato in sudamerica.

lunedì 19 gennaio 2009

Va dove ti porta il cuore. di Mason Merton



Primo editoriale dell’anno di grazia 2009 per Masonmerton.
E non posso nascondere un debito di riconoscenza verso un certo Orso Capo…che con una sagace battuta suggerendomi un titolo dal sapore letterario…mi ha involontariamente aperto la strada alla ispirazione per scrivere questo pezzo.
Con l’urlo di sempre in gola.
FORZA JUVE!

http://www.giulemanidallajuve.com/articolo_dettaglio2.asp?id=124

giovedì 15 gennaio 2009

DLIN! DLON!

Simpatico circo equestre ieri sera, del quale, visti pochi minuti, mi sono rimaste impresse due cose:

a) Moggi davanti a Galeazzi e Gazzoni Frascara pare un santo, a momenti gli venivano le stimmate, i due succitati sono dei gonzi in malafede, che tirano acqua solo ed esclusivamente alla loro misera per quanto ricca baracchetta.

b) Moggi ce l'ha a morte con Baldini, ed è stato buffo che a un certo punto Vespa gli fa " beh, adesso piano che Baldini non è presente", e Moggi, "Non si preoccupi queste cose gliele ho dette anche in aula...." :-))) ovvero le famose intimidazioni in sede di processo che Moggi avrebbe lanciato contro Baldini... spassoso....

martedì 23 dicembre 2008

Resistere resistere resistere. di Mason Merton

Ultimo editoriale dell’anno di grazia 2008 per Masonmerton.
Un qualcosa che va molto al di là, ritengo, anche dell’associazione e del tifo per la juventus.
Mi piace condividerlo con voi, e spero vorremo commentarlo. Perché no? Anche al di là dei soliti discorsi, e del solo tema “juve” e “farsopoli”.
Vi abbraccio amici.
Con l’urlo di sempre in gola.
FORZA JUVE!

http://www.giulemanidallajuve.com/articolo_dettaglio2.asp?id=115

mercoledì 10 dicembre 2008

Come si voltano le pagine. di MasonMerton



Cari amici, è uscito il mio nuovo editoriale.
Come sempre vi ringrazio per lo spazio e soprattutto per i commenti che vorrete lasciarmi.
Le considerazioni e la linea di pensiero che ad oggi ho tenuto nei miei editoriali, a prescindere dal fatto che la riteniate condivisibile o meno, credo sia chiara e limpida come la neve che da parecchie ore sta imbiancando la mia pianura padana.
Come la nostra superiorità di juventini verso il resto dell’universo calcistico, che pur signorilmente rispettiamo……nella loro ricerca, con più o meno mezzucci, di ridurre quell’incolmabile divario
che nell’arco della storia si è creato tra noi e loro……..

http://www.giulemanidallajuve.com/articolo_dettaglio2.asp?id=109

Con la consueta stima per tutti voi e l’urlo di sempre in gola.
FORZA JUVE!

mercoledì 3 dicembre 2008

Alla ricerca della visibilità. di Mason Merton





Come avevo avuto il piacere di preannunciarvi in separata sede, ieri sera è stato pubblicato il mio nuovo editoriale per l’associazione GiulemanidallaJuve.
Come sempre apprezzamenti, critiche e suggestioni sono assai gradite.
Il percorso tracciato da questo pezzo sommato ai due precedenti credo che oramai sia chiaro. Ed è ancora in evoluzione, come potrete constatare la prossima settimana.
Perché tutto ciò non resti puro diletto individuale e semplice esercizio stilistico, è fondamentale io possa valutare più riscontri, sia all’interno dell’associazione, sia tra voi, amici più o meno minkioni che avete la pazienza di prestarmi ascolto e valutare i miei interventi.

http://www.giulemanidallajuve.com/articolo_dettaglio2.asp?id=106

Con la consueta stima per tutti voi e l’urlo di sempre in gola.
FORZA JUVE!

lunedì 24 novembre 2008

Nuovo Editoriale di MasonMerton

http://www.giulemanidallajuve.com/articolo_dettaglio2.asp?id=99

Come già successo nella scorsa occasione, ho il piacere di condividere con voi il pezzo, e sarei felice se voleste leggerlo e lasciarmi le vostre impressioni.

Con la consueta stima per tutti voi e l’urlo di sempre in gola.
FORZA JUVE!

lunedì 17 novembre 2008

Questione di Cuore.



Siamo tra amici.
Tra amici ci si rispetta ed è bello condividere impegni, gioie, dolori, o comunque quanto uno abbia piacere di condividere.
Ho minkiosamente abbracciato il blog, e riabbracciato gli amici Gobbo e Ucarca, e lo zio Tex.
Leggo con piacere le pagelle del geniale Cuccu.
Mi divertono le sbrodolate del sommo Senzasenso che ha sempre ragione.
Amo gli amarcord di Tex.
Gusto il sapore dei racconti di Ju72, quasi più di cuore e pedagogici che non da puro mister.
Da sempre sono fan del GobboZazzaTrentino….e mi mancano i promessi sposi minkioni.
Di tutto il Carca, il piacere più grande è stato poter convididere l’ampliamento della galassia dei carcamagni……..
Nonostante il magiaro sia il mio MM-allievo modello, ho apprezzato meno quella fotaccia con la gazzetta davanti, ma tant’è…….
E poi c’è MinkiaBond……con cui dovrei condividere magari qualche battuta in spagnolo, la mia lingua madre…….
A voi tocca partecipare al mio animo revisionista.
E allora, sarete felici di condividere che, con mia somma lusinga per la fiducia e altrettanto orgoglio per partecipare attivamente alla causa, sono stato chiamato da Giuseppe Belviso, presidente di GiulemanidallaJuve, a far emergere pubblicamente il redattore che è in me.
“Questione di cuore”, il mio editoriale, è oggi nella home page di GLMDJ:
http://www.giulemanidallajuve.com/index.asp
Da amici, anche solo dal punto di vista formale ed estetico, ma mi piacerebbe anche nel contenuto, sarei felice voleste leggerlo e lasciarmi le vostre impressioni.

Con stima per tutti voi e l’urlo di sempre in gola.FORZA JUVE!


MasonMerton

lunedì 10 novembre 2008

Minkia che Convegno!

Recita così un vecchio adagio:
Il segreto del successo è la perseveranza verso lo scopo.
Scrivo in questo spazio che mi è concesso dai due minkioni, perché sono amici, perché pure Tex lo è, perché lo sono diventati anche buona parte degli utenti di questo blog. E dunque per il piacere di condividere momenti e amore verso la Juventus.
Ma non nascondo certo, e del resto è palese, che il mio desiderio nel tenere “l’angolo del revisionista” è quello di diffondere il più possibile i fatti nascosti dai media su quanto di indegno è accaduto in quel di farsopoli.
E il mio grande sogno è quello del revisionismo.

Ho trovato inoltre questo ulteriore aforisma, assai consono al mio stato d’animo:
La perseveranza è il duro lavoro che fai dopo che ti sei stancato del duro lavoro che hai fatto.
Riscrivere minkiosamente il finto processo sportivo di calciopoli non è sempre divertente. C’è l’impegno ad essere rigoroso nel riportare fatti e non illazioni o considerazioni. L’impegno ad essere completo, esaustivo e chiaro, e soprattutto preciso. Infine c’è la fatica di arginare il numero di interventi molto alto nei commenti, di tutti coloro che manifestano il loro stato d’animo prossimo all’irritazione nel dover (dover?) leggere ancora pensieri e parole su quanto accaduto 2 anni e mezzo fa, e che tanti vorrebbero accantonare per poter parlare solo di pallone, guardando al futuro e dimenticando la pagina più triste della storia della nostra amata Signora.

Ebbene, minzione revisionista non si tira indietro e proseguirà il suo lavoro.
A breve una nuova puntata, il secondo atto del post “signori in piedi….entra in scena la corte (nerazzurra).”.

Ma oggi, vogliate, se volete, spendere qualche minuto nel leggere il seguente resoconto di una conferenza tenuta a Torino qualche giorno fa sul tema calciopoli.
Il resoconto non è mio, ma dell’amico Mario.
Mario ti abbraccio, e ti ringrazio.

Con l’urlo di sempre in gola
FORZA JUVE!

Ha avuto luogo a Torino oggi alle 14,30 un convegno dalle caratteristiche di dibattito / spettacolo dal titolo “Calciopoli due anni dopo”, presso la sala "Giolitti" di via Nino Costa 8.Il sottoscritto con alcuni fratelli della associazione GLMDJ Vi ha partecipato.Tale convegno si è svolto sotto il patrocinio e l'organizzazione della ANAJ (Associazione nazionale amici della Juventus), che ringraziamo per la cortesia, l'accoglienza e la disponibilità.Ci siamo ritrovati intorno alle 13,30 e dopo una veloce piadina abbiamo raggiunto il punto di raduno e di lì a poco la sala.Dopo un'pò di attesa dovuta a problemi di Giancarlo Padovan a raggiungere il luogo del convegno causa traffico, il Prof. Paolo Bertinetti prendeva la parola per illustrare il tema del convegno.Tema che è il processo di Calciopoli (Farsopoli per intenderci, lo scrivo perchè io personalmente non lo chiamo mai Calciopoli e non vorrei che qualcuno fraintendesse per me Farsopoli rimane!)e a che serve? Si domanda il Professore.Serve a non dimenticare! Serve a ribadire che c'è ancora qualcuno che non accetta quella sentenza (Vivaddio sono nel posto giusto!).Quindi si è pensato di mettere in scena questo processo/dibattito in cui:L'Avv. Petrini, penalista affermato, difenderà le ragioni della pubblica accusa,Sironi e Pasta autori di una pubblicazione sull'argomento difenderanno le ragioni della iniquità di tale processo,Padovan come presidente e Moncalvo e l'avv.Zancan come giurati saranno il collegio giudicante. Lascia quindi la parola al presidente della giuria Giancarlo Padovan.L'intervento di Giancarlo Padovan, personalmente lo reputo il più interessante di tutti, in special modo perchè ho notato in lui una netta virata rispetto ad alcune posizioni della prima ora, allora timide mentre oggi molto più decise e nette!Inizia illustrando il suo ruolo nel presente convegno e ringrazia tenendo a sottolineare che a lui, in questo preciso momento storico, non stanno simpatici nè i tribunali sportivi nè quelli ordinari perchè in nessuno dei due casi si amministra bene la giustizia!Per accreditarsi come imparziale entra nel merito della sua attuale situazione professionale e ci tiene a sottolineare che dal 9 gennaio 2008 non è più direttore di Tuttosport e nonostante un preaccordo da editorialista per la stessa testata, ha rinunciato unilateralmente in quanto ritiene di non avere più nulla a che spartire con l'attuale linea "politico sportiva" di tale giornale.Ripercorre a tal fine la propria avventura di direttore ricordando i momenti della primavera estate 2006.Indica tuttosport come una testata regionale ma a diffusione nazionale grazie alla uniformemente diffusa tifoseria Juventina ed in parte granata (forse vuol dire all'attuale direttore, non pulito, rosa che il giornale sportivo di Torino non necessariamente deve rivolgersi ad inter e milan, come da primo "fondo" del Deapaola, do yuo remember?).Definisce la giustizia sportiva una giustizia meno solenne, domestica (per me nel caso specifico non pulita, rosa).Si era fatto e oggi ne è sempre più consapevole che calciopoli sia una vicenda nata nella Juventus, gestita dalla Proprietà della Juventus, dall' Establishment! (testuale).Applausi.Mi sembra che questa convinzione sia ormai quella di tutti, ripete.Ancora applausi.Per lui il fine era di "sputtanare"(testuale) la Triade ma ad un certo punto qualcosa è andato oltre le intenzioni.L'esplosione mediatica è una conferma, nei tempi e nelle scadenze "sapienti" e non da giornali a caso ma da quelli, in primis, del gruppo RCS. (queli della "famigghia").E come viene gestita questa deriva dall'azionista di maggioranza?Tanto meglio, tanto peggio o viceversa.(sono abbacinato).Passa quindi ad una esilarante imitazione del siparietto tra zaccone(i.) e ruperto(i.)."Avvocato secondo lei cosa merita la Juve?""Serie b con penalizzazione!"Quindi questo avvocato ha vinto la causa!Risate e applausi.Ma dove siamo? Qui sotto sotto c'è un accordo tra giudice e imputato!Applausi.Quindi la proprietà, che ha molti più interessi, si è detta tanto meglio, tanto peggio, vediamo come risponde il marketing!Inaspettatatamente i tifosi si sono appassionati di più! Strano no?Conclude con una riflessione un po' cerchiobottista dicendo che la dirigenza attuale, secondo lui, rispetto a due anni fa è migliorata.Il fatto che sulla browser del bilancio 2007/08 non ci sia più scritto 27 ma 29 scudetti meno due revocati sarebbe un passo avanti ( pura ipocrisia, invece secondo me).Ma soprattutto oggi i manager ( i clawn per intenderci) non comandano più ma rispondono all'azionista di maggioranza che (purtroppo per gli Juventini) non si chiama più Agnelli ma Elkan!Tocca all' Avv. Carlo Petrini che sposa il ruolo della accusa.Vediamo perchè secondo Lui la Juventus andava condannata.Dice che qui abbiamo già una sentenza definitiva (fino ad oggi e pre GLMDJ European Tour) quindi più che una accusa vera e propria farà una difesa della sentenza con cinque considerazioni generali e giuridiche.Il condizionamento esterno e la nomina dei giudici sono le prime due.Sono due delle ragioni di critica, l'esagerata pressione mediatica sui giudici e la loro nomina da parte di un Commissario, non propriamente superpartes in quanto già sinergico al mondo del calcio ed in particolare all'inter (parla di quell'"onesto" ratto di giudo rossi (qualcosa da dire sul minuscolo? Vorrei vedere!)E' possibile(?) , dice, che ci sia stato un tamtam mediatico esagerato, ma capita in tutti i processi oggi.Basta guardare Cogne.La giustezza o meno di una sentenza deve essere valutata a prescindere dal battage mediatico.Nella nomina dei giudici, influenzata dalla fretta, sono comunque stati nominati due giudici di grande rilievo giuridico Borrelli e Ruperto.Sono da valutare comunque sotto il profilo sostanziale (eh?).Altra ragione di critica è stata quella della disparità di trattamento delle altre squadre coinvolte.Perchè l'impianto della sentenza va letto come peso della Juventus all'interno del "sistema" e poi anche le altre hanno avuto condanne più lievi per quanto affermato prima.(ciapa lì).Certo che ci sono delle situazioni sulle quali non si è mai indagato ma è fisiologico.Ci sono delle statistiche che dimostrano che solo il 2% dei furti viene individuato e punito ma i condannati non possono per questo sentirsi vittima del sistema, sono stati condannati perchè avevano commesso un furto (si ma la Juve non ha commesso niente, vuoi vedere che si è immedesimato troppo nella parte e comincia a prenderci gusto...).Quindi questa non è una ragione per dire che questa non è una buona sentenza.Altro aspetto, il problema degli arbitri.Molti dicono siccome nessun arbitro è stato condannato allora non c'è corruzione, ma è sbagliato per due ragioni:1-Bergamo si è dimesso prima del giudizio sportivo e capita spesso anche nella Magistratura che un giudice si dimetta prima del procedimento disciplinare davanti al CSM (ci sono casi anche clamorosi) ed il procedimento si interrompe immediatamente.Questo vuol dire quindi che non tutti i soggetti potenzialmente corruttibili siano stati giudicati.2-La fattispecie di condanna della Juventus parla di atti diretti a...Non è indispensabile la riuscita di tali atti ma è sufficiente che se ne provi l'avvenuto tentativo.Quindi se l'arbitro X ha ammonito in modo fraudolento ai fini della squalifica Nastase, ed il suo sostituto gioca benissimo e fa vincere la partita, il punto è che si è consumato comunque un illecito.A consumazione anticipata significa che se sparo a Napolitano e lo manco, prendo l'ergastolo lo stesso perchè anche se non ho ucciso nessuno ho commesso un reato.( da giovane ho commesso molti reati a consumazione anticipata, lo confesso, tutti a sfondo sessuale, per anni ho mancato il bersaglio perchè non voleva saperne......l'importante è che adesso lo so).L'illecito strutturato.Che vuol dire? ( a saperlo è due anni che me lo chiedo.....spero di non aver commesso anche questo)Tanti pezzi di questo stesso reato diventano edificio di un impianto accusatorio strutturale.(non ci siamo)Se devo dire su questo punto nel dispositivo della sentenza..........la motivazione..........è carente............anzi più che carente......non c'è.Risate come se piovesse.Non c'è.RisateFa un esempio " in un negozio del sud italia, un signore entra, il titolare gli consegna 500 euro e così per giorni e giorni" Questo è un reato di estorsione continuata.Non c'è violenza, non c'è niente ma dalla ricostruzione della somma degli eventi si arriva alla strutturazione del reato (non ne è convinto neanche lui!).Ci sono state poi delle violazioni di carattere procedurale?I tempi per la difesa, le intercettazioni che la difesa non è riuscita a far ascoltare etc... tutte queste questioni sono state oggetto di un bellissimo ricorso al Tar che tendeva a portarle davanti alla giustizia amministrativa per avere una giustizia giurisdizionale e non "domestica".In questo ricorso al Tar c'era tutto era perfetto.Ma è colpa della sentenza sportiva se è stato ritirato? No.Io è quella che devo difendere! (GRANDE!)Applausi meritatissimi.Parola alla difesa.Pasta & Sironi iniziano ironizzando sul ruolo del Petrini dicendo che ha fatto molta fatica, a tratti sembrava zaccone o zoccolone.....(non ho capito bene efficace comunque il paragone, Tutti e due hanno interpretato una parte, bravi ma si vede che recitavano).La giustizia sportiva è un po' il parente povero della giustizia ordinaria però non può andare contro i principi costituzionali e qui di violazioni ce ne sono a iosa quindi una Farsa.Se pensiamo che il calcio è anche un business, che muove centinaia di mln di Euro, con squadre quotate in borsa, con il ricorso al Tar e successivi c'era la possibilità concreta che si interrompessero i campionati e se si voleva veramente un rinnovamento c'era la possibilità di esperire indagini vere e complete(devo dire che il ragionamento è un po' contorto.....).Non è stato fatto e si è preferito la Farsa.La cosa che salta subito agli occhi è che lo stesso collegio giudicante in capo alla sentenza di primo grado scrive "La CAf in ordine alla legittimità della costituzione di questo collegio giudicante osserva:a-che esiste un provvedimento formale di nomina dei suoi componenti proveniente da un organo (e che organo) quale il commissario straordinario i cui presupposti di legittimità sfuggono al collegio di questo sindacato.Quindi una vera e propria certificazione di illegittimità!!!!Risate e poi parte la Ola........Altra oscenità è l'attuazione di atti ad alterare la classifica senza aver alterato le partite e la classifica. (questa genialata è di San dulli me la ricordo bene ahimè ).Quindi commenta Sironi è straordinario come si sia alterata la classifica senza alterare le partite che determinano la classifica (mi sa che non lo ha capito neanche Lui,e neanche san dulli si è capito o forse non voleva capirsi perchè se lo beccano questa frase dimostrerebbe inequivocabilmente la sua incapacità di intendere e di volere).La sentenza dice addirittura che le intercettazioni non sono state assunte come prove.Perchè non ammissibili dal punto di vista procedurale.Tali intercettazioni sono solo circostanze storiche valutabili.L'unica prova che le partite sono state alterate, secondo i giudici (parola grossa), è che la Juventus ha vinto lo scudetto! (geniale anche questa).(Quindi prima di essere giudicati ancora colpevoli passeranno secoli et secoli, amen).Pasta aggiunge che nella sentenza della Caf Ruperto scrive che zocc.. scusate zaccone non voleva la b ma di essere tattato come gli altri, così come sostenuto dopo dallo stesso zocc... ariscusate zaccone. (Questa è una bella prova di contiguità ....... a delinquere).Rivela poi un aneddoto, prima della presentazione del libro sono stati contattati da Andrea Agnelli il quale sollecitato sugli argomenti del libro, non solo non ha contestato nulla ma ha ringraziato per averlo scritto!Scatta l'applauso. e molti ma molti OOOOOOOOOOOh.( quando i vecchietti fanno Oh........si leva un po' di aere pesante, sarà l'alito la differenza? ............!)Per il resto il ricorso al Tar paradossalmente non presentato, contiene tutto e ............La palla passa quindi al grande Gigi Moncalvo,in qualità di giurato, il quale si esibisce in un lungo ed esauriente intervento su quello che sarà l'argomento del suo prossimo libro :"Agnelli, la resa dei conti."Commenta con un laconico "che verrà pubblicato a meno che la Royal family non lo blocchi".Ci da la sua ricostruzione dei fatti già ampiamente sviscerata nella celedre intervista allo staff di Ju29ro qualche mese fa:Andrea Agnelli era sponsorizzato da Giraudo per diventare il futuro Presidente della Juventus, a capo di una società che era all'avanguardia sia tecnica che manageriale, costruita per vincere a lungo.Quindi acquisire sia quella popolarità mediatica che quella autorevolezza all'interno della struttura famigliare tale da oscurare altri.E questo nè gli Elkann nè Montezzemolo nè i tutor (gabetti e grande(?) stevens) potevano e volevano permetterlo.Pertanto è stato colpito Giraudo per eliminare dalla scena un concorrente che aveva un appeal pericoloso comunque nell'interno della famiglia il cognome Agnelli.Da qui una successiva faida in cui Margherita, ha aperto le ostilità contro i non Agnelli.E proprio l'altro ieri ha ottenuto una vittoria fondamentale nella sua battaglia legale contro il Commercialista svizzero Maron ( che gigi definisce come l'uomo della moltiplicazione e della sparizione dei capitali Fiat all'estero) e Donna Marella residenti all'estero, contro i quali la Cassazione ha sentenziato che la sede naturale del processo sulla esatta individuazione della massa ereditaria di Giovanni Agnelli è Torino.Probabilmente intaccando delle certezze..........acquisite ( e credo soprattutto annullando l'accordo divisionale precedente registrato fuori Italia, una bella mazzata per il trio delle mera....nefandezze!)Per lui non ci sono dubbi il processo è farsopoli.(punto e basta!).L'altro giurato l'avv. Zancan si limita ad osservare due cose, a suo dire due abominii della procedura.La prima è che il patteggiamento va fatto tra accusa e difesa, se si vuole patteggiare.Le due parti contrapposte sono quelle naturalmente.Mentre qui la Juventus ha patteggiato col giudice!Inacettabile.Seconda cosa anche ai tempi della rivoluzione francese, ai tempi del "Terrore", Luigi XVI è stato prima arrestato, poi sono stati nominati i giudici e poi si è redatto il capo di accusa.In farsopoli invece prima si è redatto il capo di accusa e poi si sono eletti giudici.Questo principio di elementare civiltà giuridica lo ha indignato profondamente!Come l'incredibile accanimento mediatico unilaterale, perchè al paragone del caso Cogne qui c'era la posizione unica!(antijuventina).Fine del dibattimento.Sentenzia il Prof. Bertinetti.(che c'azzecca Lui? vizio procedurale? Non vorrei che Si impugnasse la sentenza!)La corte si ritira per deliberare, nel frattempo viene dato spazio agli interventi del pubblico.Rientra la corte ed emette quella che è la parte meno interessante del tutto : la conclusione a cui è arrivata.Si tratta di un capolavoro di moderazione, se non ho capito male.Si augura, in nome dello sport di non dover assistere mai più ad un processo così carente e unidirezionale, e censura in modo netto le sentenze farsopliane!Forza Juventus!

MasonMerton

mercoledì 5 novembre 2008

OBAMA FOR SOCCER

Gli USA hanno un nuovo presidente, marroncino sbiadito più che nero, ma bianco no di certo.
Secondo voi, avere un presidente degli USA di colore scuro, la cui figlia pratica il calcio, con una maglia azzurra, come influirà sul futuro societraio e sportivo della Juventus?
Sissoko conquisterà il diritto a stare sempre in formazione?
Io dico solo che lo slogan di Obama è mutuato da quello di Ranieri: Yes we can.
Anche se io sono per un più classico All aluminium can, come c'è scritto su tutte le lattine, e a volte mi capita di interlocuire mediante un sonoro boia can.
O
bama come Ranieri quindi, è l'uomo con le risposte giuste.
Adesso però viene il difficile per entrambi: bisogna far loro le domande.

Allora amici ricordate le due domande a cui dovete rispondere:
a) Obama rafforzerà o indebolirà la società bianconera?
b) Sissoko sarà capitano della Juve?
c) Berlusconi per compiacere ilnuovo presidente USA introdurrà la regola "non meno di 10 negri per squadra"?

A voi.

venerdì 31 ottobre 2008

Suggestioni



Ho sempre ritenuto il rancore come un grosso difetto e non un pregio.
A sostegno di questo mio pensiero riporto questo vecchio adagio, a quanto ne so anonimo, che ne riassume splendidamente il senso:
Se l'orto del tuo cuore è coltivato a rancore puoi essere certo che il raccolto sarà amaro.
D’altro canto, per quanto una persona riesca a sposare ed impersonificare una filosofia di vita il più prossima al karma, alla riflessività ed alla mansuetudine, il rabbuiarsi è umano, nonché prova inconfutabile che siamo vivi, fatti di sentimenti, passioni, gioie e dolori.

Il bene supremo dell’amore famigliare difficilmente tramonta dall’attenzione del mio pensiero, ragion per la quale, molto per indole ma altrettanto per una continua ricerca e lavoro di autodisciplina, la cosiddetta “trebisonda”, che vorrei precisare non è una gnocca e neppure una minkia di cesso, non la perdo quasi mai.

Nella professione è bene per il proprio futuro ugualmente non commettere simile leggerezza.

Quando tuttavia mi trovo di fronte ai nobili ideali che cerco sempre di non dimenticare e mordacemente perseguire nella vita, il mio cuore sussulta, e se in aggiunta il sentimento è parte lesa e non si richiede il solo raziocinio, può accadere che, come recita un bellissimo salmo, il sole tramonti sopra la mia ira.

Ebbene, di fronte a certe dichiarazione riportate durante l’assemblea del cda dai minkia di signori che oggi rappresentano i vertici della mia squadra del cuore, di fronte alla volutamente distorta versione dei fatti dei media, di fronte a certe sciocchezze, talvolta furbate, o comunque riprovevoli superficialità lette nel web e digitate dai fratelli juventini….il sole tramontò (complice forse tanta stanchezza ed una assai poco desiderata quanto provante trasferta di lavoro).

Per fortuna esistono gli amici.
Era tra la mezzanotte e la una di questa notte quando Masonmerton perdendo il suo consueto aplomb scatenò le dita sulla tastiera del suo notebook inviando agli amici carca, gobbo e Tex un pezzo di raro rancore e stile rabbioso assai poco confacente al suo stile da, come fui simpaticamente definito, “colui che posta con la diligenza del buon padre di famiglia”.
Il pezzo non fu pubblicato e non sarà pubblicato, per varie ragioni di…..opportunità.

Certo scriverlo non posso negare sia stato terapeutico.
Come disse William Blake, Ero arrabbiato con il mio amico: Io glielo dissi, e la rabbia finì. Ero arrabbiato con il nemico: Non ne parlai, e la rabbia crebbe.

Sfogarmi con gli amici è servito.

Da oggi mi riprometto ancor di più di non cadere mai più nella trappola della rabbia e del rancore.
Il meglio di un uomo viene dalla generosità, dalla comprensione, dalla gratuità.

Quanto alla Juventus, ai fatti di calciopoli, al delitto perpetrato e ai tanti conti che ancor oggi non tornano, non ho però intenzione di demordere.
Il tempo e la pazienza possono più della forza o della rabbia.
Non sono parole mie, ma di Jean de La Bruyere.

Non mi tirerò nemmeno indietro da commentare almeno l’atteggiamento dell’ad Jean Claude Blanc, che dopo imbarazzanti silenzi seguiti alla domanda sull’intromissione di Montezemolo, e soprattutto dopo l’infelice dichiarazioni di pochi giorni fa nella quale a domanda se Bettega potrà rientrare in società, rispondeva che il suddetto uomo è il passato (come dire non ci interessa, come dire, da manager che ha a cuore l'azienda per cui opera, non c'è convenienza), si è distinto pure nella assai poco nobile disciplina dello “scaricabarile”, ancora non contemplata dal Cio per i giochi olimpici, seppure censisca sì tanti discepoli impegnati con ottimi risultati e furore agonistico.
Se pertanto Bettega (cuore, onore e orgoglio juventino, almeno questo non lo si discuta) viene scartato per il futuro, ecco invece che viene buono per addossargli le responsabilità di alcuni acquisti poco convincenti.
Mi si permetta di rimarcare che lo stile è un’altra cosa, almeno quello che mio padre da piccolo mi ha insegnato: poi si sa, la storia è sempre in fieri e così i suoi comandamenti pagani……

Perché riassumendo: quando le cose vanno bene, Blanc si arroga il merito. Quando deve spiegare una zozzeria, Blanc nega. Quando si parla di futuro, Blanc taglia fuori come un ramo vecchio un uomo che ha fatto tanto per la Juventus, un simbolo come calciatore prima e come dirigente poi. Quando si tratta di giustificare alcuni acquisti rivelatisi non azzeccati, Blanc riscopre la validità del ramo vecchio per farsene da scudo e scaricargli la colpa.
Cotale improbo atteggiamento trova la sua massima descrizione nelle parole di Samuel Johnson, critico letterario, poeta e saggista inglese del 700,
La calunnia è la vendetta del vigliacco, mentre la sua difesa è la dissimulazione.

Mi limito a questo e nulla più, non certo dimenticando di ringraziare gli amici che mi hanno aiutato a sbollire il rancore, con dolcezza e affetto ammirevole il carcamagno, con giudizio e amicizia il gobbo, con greve comprensione e condivisione di rabbia lo zio Tex.
Immagino che non disdegnerò un certo periodo di assenza dal web e da certi argomenti come viatico per un veloce ritorno al mio stile compassato e accorato, poco incline alla scrittura volgarmente definita “di getto”.

Rimettendomi alla vostra pazienza e nella speranza di aver sommessamente ma con decisione suggerito qualche ulteriore elemento di riflessione, concludo.

Quanti mi conoscono, nella vita reale come in quella sul web, sono a conoscenza della mia ammirazione e amore letterario per Feodor Dostoevskji.
Ebbene, io continuerò senza sosta la mia ostinata ricerca della verità.
Perché come disse il sommo russo:
Hanno pianto un pò, poi si sono abituati. A tutto si abitua quel vigliacco che è l'uomo.
Ed IO non sono un vigliacco.


MasonMerton

mercoledì 29 ottobre 2008

Perle...prelibate dal salone del gusto di Torino

Cobolli 1
Ciò che ha detto Blatter non è stato smentito perchè non è vero
no comment - dico solo che la melanzana che stavo pulendo è .. sbiancata e poi svenuta

Cobolli 2
Sono convinto di essere arrivato alla Rinascente per svolgere delle mansioni che sono in grado di svolgere ..
stavo rianimando la melanzana con l'aiuto di 2 carote quando all'improvviso si è persa la testa e in cucina tra zucchine
e pomodori che correvano da tutte le parti il caos era indescrivibile e le urla erano di un solo tipo "l'abbiamo persa...l'abbiamo persa..."

Blanc
Abbiamo preso Poulsen immaginando che Zanetti avrebbe giocato tutta la stagione.

fortunatamente il francese ha riportato il sorriso a tutta la batteria di cucina: era morta una melanzana, una grave perdita .. ma adesso c'era
la certezza che nella vita a qualcuno va molto peggio

dal salone del ... gusto di Torino
il Vs aff.mo
Will Exter

martedì 28 ottobre 2008

Processino alla dirigenza


Ore 12,35 - Parla Marco Bava. Sembra di essere finiti in un film d'introspezione norvegese sottotitolato in indù. Manca solo Ghezzi doppiato fuori sincrono e poi si potrebbe pensare ad un suicidio di massa.
Ore 13,00 - L'agenzia nazionale ANSA batte questa notizia: "Gestione sportiva inadeguata, deficit di competenze calcistiche, calcio mercato ridicolo. Sono alcune delle accuse che i piccoli azionisti della Juventus muovono ai dirigenti del club nell'assemblea convocata questa mattina per l'approvazione del bilancio 2008.
"Ho la percezione che si possa fare di più. Potete fare molto di più", afferma Carmelo Staccapiano, rivolgendosi agli attuali dirigenti del club. "Cobolli Gigli promette equilibrio economico e risultati sportivi eccellenti - fa notare l'azionista Cozzolino - peccato che oggi approviamo un bilancio con una perdita di 20 milioni di euro e la squadra esprime prestazioni altalenanti".
"Blanc non può continuare a ricoprire il doppio incarico di ad e dg - sostiene l'azionista Salvadori - serve un direttore competente ed esperto". Qualche azionista evoca addirittura il nome di Luciano Moggi - "I campioni e i giovani di oggi - dice un piccolo azionista - sono sempre quelli di Moggi" - e un altro piccolo azionista, arrivato apposta da Bari, rinuncia al proprio intervento in cambio di un applauso per Roberto Bettega, seduto tra gli azionisti. "Ci vogliono juventini veri come Bobby gol", dice l'azionista Natta. "La Juve vera è morta nel 2006 - conclude un altro - gli attuali dirigenti sono da Serie C". (ANSA).
Ore 13,25 - Appena terminato l'ottimo intervento di Giuseppe Belviso, fondatore dell'Associazione GiulemanidallaJuve. Nel suo intervento ha dedicato questo pensiero a John Elkann: "Nell'ora del tramonto i pigmei allungano le orme. Ma restano pigmei" (Victor Hugo).
Ore 13,30 - Intervento pittoresco dell'azionista Chiardi, vestito come un boscaiolo del Tennessee. Ma con la cravatta. Esordisce parlando del calendario Maya e di una nuova era che inizierà il 20 dicembre 2012. Visto l'incipit, non seguiranno altri aggiornamenti su questo intervento.
Ore 13,35 - Risponde Cobolli: "Ciò che ha detto Blatter non è stato smentito perchè non è vero". Questa è davvero grossa!!!
Altre risposte di Gigli: Il fantomatico progetto è il piano a medio termine, che per ora è rispettato.
La perdita di quest'anno era prevista.
Il termine progetto è stato inventato da altri.
L'azionista di riferimento ha due consiglieri di riferimento nel CDA: Mazzia e Sant'Albano.
Tutte le decisioni cruciali (come quella sul TAR) sono state prese dal CDA.
Nulla hanno mai avuto a che fare persone come Montezemolo.
Le frasi di Blatter non rispondono alla verità.
Il comitato sportivo, che esiste (come il TAR, nota del Mago), ha le funzioni indicate nella relazione sulla governance. Il comitato sportivo non opera sul calciomercato.
Oggi ho sentito le vostre corrette critiche. Anche se qualcuno di voi ha usato toni non in linea con quelli che si dovrebbero usare nelle assemblee.
Il fatto che non abbiamo azioni della Juve non vuole dire che non partecipiamo alla Juve.
Non ho mai avuto azioni delle società quotate in cui ho ricoperto ruoli da amministratore.
Sono convinto di essere arrivato alla Rinascente (testuale, voleva dire la JUVE) per svolgere delle mansioni che sono in grado di svolgere. In particolari, rapporti con istituzioni sportive e la comunicazione.
Bisogna stare attenti e leggere in modo critico gli articoli sui giornali. Baldini, Mancini e Marotta sono tutte invenzioni.
Al circolo della stampa si parlava di violenza nel calcio. Il tifoso di Serie A è quello che va allo stadio per divertirsi. I tifosi di Serie B e C sono invece i violenti. Non ho mai pensato che gli azionisti Mago di Ios e Cozzolino siano di Serie C.
Ore 14,10 - Risponde Jean Claude Blanc: Ho sentito molto pessimismo. Voglio riportare un po' di ottimismo. Progetto è riportare la Juve ad avere una squadra competitiva con bilancio in equilibrio. Serve una squadra di qualità ed uno staff tecnico di qualita'.
I risultati sportivi (risalita in A e terzo posto) sono in linea con il Progetto.
E' vero che c'è una perdita di 20 milioni, ma ad esso contribuisce la svalutazione di Andrade per quasi 7 milioni. E nel 2007-2008 non c'erano i ricavi da Champions. In questa stagione potremo anche contare su circa 15-17 milioni da Champions. E allora l'obiettivo del pareggio non è lontano.
La strada della Juve è l'unica possibile. Migliorare la parte sportiva. Contenere i costi dei calciatori. Dare spazio ai giovani.
La grande attenzione ai costi che non sono parte del core business e lo sviluppo delle politiche di marketing per beneficiare del brand Juve ci dovrebbero portare ad un pareggio.
Cosa che non è stata fatta in passato, quando il risultato operativo (senza considerare proventi straordinari da calciomercato o altre operazioni) era decisamente più negativo di ora.
Abbiamo impostato una società moderna ed organizzata anche (ma non solo) dal punto di vista sportivo.
Abbiamo un direttore sportivo. Un allenatore. Un capo degli osservatori, che abbiamo cambiato per avere una persona con più esperienza.
Identifichiamo le caratteristiche dei giocatori che ci interessano. E poi andiamo a vedere i giocatori con quelle caratteristiche. Non sempre i top tre si possono prendere.
Le operazioni Tiago e Almiron sono state fatte nel 2007 ed erano state condivise da Bettega (Bobby scuote la testa).
Anche le reazioni sui giornali all'epoca erano molto positive. La scelra dei due giocatori e' stata condivisa prima con Didier (è noto, invece, che Didier in una intervista ha detto chiaro e tondo che non li voleva ndr)poi con Ranieri.
Ad oggi però i risultati danno più ragione a voi che a noi.
La società cerca di fare le cose in modo equilibrato. Non c'è una persona sola che decide. Abbiamo preso Amauri e Manninger. Sono state due scelte giuste. Abbiamo preso Poulsen immaginando che Zanetti avrebbe giocato tutta la stagione. Abbiamo preso Manninger pensando che Buffon non si sarebbe infortunato. Comunque, con lui abbiamo rinforzato il ruolo del portiere di riserva.
Il meccanismo del CDA non rallenta le operazioni.
Quando su Amauri abbiamo superato i limiti delle nostre deleghe, è stato sufficiente un giro di telefonate per andare avanti.
La vostra società opera in modo sereno, con la tempistica giusta ed i legali giusti per andare a scrivere dei oontratti giusti.
Lo stadio di proprietà è una strada condivisa in Europa ed è una grande opportunità.
Nei prossimi anni ci sarà una gestione centralizzata dei diritti tv. La mutualità è già aumentata. La società è già pronta ad assorbire l'impatto della vendita centralizzata.
Less is more è una strategia innovativa. Poche società di calcio a livello europeo seguono questa strada, ad esempio Real e Manchester. In Italia, nessuno. Quando gioca la Roma ci sono 65 brand pubblicizzati allo stadio. Alla Juve, ne vogliamo solo 12. Ci sono già 11 società che hanno aderito. C'è solo più un posto. Questa strategia ci consentirà di "sorpasser" (poi Cobolli lo aiuta traducendo in "andare oltre") i ricavi della precedente gestione.
Lo stadio consente un ulteriori incremento di ricavi in settori ora poco sviluppati. Abbiamo preso spunto dalla mancata assegnazione degli europei per ridiscutere con la citta' di Torino la questione stadio.
La dimensione giusta è 40.000.
Ho l'abitudine di dire la verità. La decisione di rinviare la presentazione è stata presa lunedì perchè non era il momento giusto. Ci sembrava giusto presentare lo stadio prima dell'assemblea, per rispetto degli azionisti.
Dopo la sconfitta di Napoli, abbiamo deciso di rinviare perchè lo stadio merita tutta la nostra e vostra attenzione. Come ora la nostra attenzione doveva essere concentrata sulla squadra. Ed i risultati ci hanno dato ragione.
C'è un normale iter per l'autorizzazione. E' giusto condividere scelte ed obiettivi con le varie parti coinvolte. E' giusto ascoltare le loro richieste e, eventualmente, apportare modifiche. Non c'è un rallentamento dell'iter.
Dovete essere molto fieri del Contratto Sportfive. Non ce n'è un altro simile in Europa concluso negli ultimi 10 anni. E' la chiave che ha permesso al CDA di prendere la decisione di andare avanti sul progetto
Ancora Blanc:
Il contratto Sportfive consente di non sottrarre risorse alla gestione sportiva. Il contratto parte dalla data di entrata in funzione dello stadio.
L'Arsenal ha un livello di indebitamento molto alto, a seguito dell'investimento sullo stadio (non coperto totalmente da Emirates). Come mai l'Arsenal non ha comprato grandi giocatori? Proprio per l'indebitamento
Intervento di Bergero: "Per il finanziamento dello stadio abbiamo ipotizzato un'operazione di project financing, in parte usando le risorse del contratto Sportfive ed in parte a debito (dando in garanzia il contratto Sportfive).
Riparte Blanc:
I metri quadrati dell'area commerciale fuori dallo stadio saranno venduti (forse entro fine anno). Abbiamo comunque impostato noi il design delle aree commerciali, per dare un progetto molto preciso (ed integrato con lo stadio) a chi lo compra. Vendiamo queste aree perchè vogliamo dedicare tutte le risorse al core business e allo stadio. Non avremmo potuto sviluppare anche le aree commerciali esterne.
Bergero (direttore finanziario): Semana. La cessione è avvenuta subito dopo lo stacco del dividendo, che ha ridotto il patrimonio netto. Contestulmente alla cessione, abbiamo rinegoziato a nostro favore l'importo del contratto di manutenzione con Semana.

Commenti auspicati.

giovedì 23 ottobre 2008

Trova le differenze. Quiz di Perry Mason.

1.
L'uomo che sussurrava ai cavalli:

2.
L’uomo che sogghignava ai cavilli:

3.
L’uomo che sussurrava al Cobolli (di ritirare il ricorso al Tar):