Ragazzi ieri era freddo e il nostro compositore ha dimenticato il suo portafortuna:IL CINCILLA' ZOMBI AL COLLO ...
Ora abbiamo più possibilità di passare il turno, ma avvisatelo!!!!
Renzo Scudetto giunse alla casa della sua amata Lucia Juventus. Era su tutte le furie ed a stento riusciva a star seduto. Assieme a Lucia v’era la madre donna Giglia Cobolla. Era una donna simpatica, a volte lunatica ma voleva un bene dell’anima alla sua figlia Juventude, come la chiamava lei. Vedendo sior Scudetto, così agitato gli portò una coppa di brodo, una coppa del servizio buono che teneva custodita gelosamente nel suo salone dei trofei. Tale salone era così appellato dall’amabile donna per il fatto che alle pareti erano appesi i suoi trofei di caccia: il lupo moggiano, l’orso granataudo, il gallo sbettegone. A dire il vero non erano opera sua, ma del padrone di casa Giovanni Fido Canbastonato, nobile del luogo, ma tutti pensavano che fosse lei la cacciatrice, e liquidavano così la cosa senza tanti scrupoli.